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Disfunzione erettile: campanello d’allarme per il cuore

La disfunzione erettile interessa quasi il 40% degli uomini di età superiore a 40 anni e presenta fattori di rischio comuni con la malattia cardiovascolare quali ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, obesità, fumo, sedentarietà, depressione ed età

La disfunzione erettile è l’incapacità di un uomo di raggiungere e/o mantenere un’erezione sufficiente ad una soddisfacente attività sessuale.

La disfunzione erettile interessa quasi il 40% degli uomini di età superiore a 40 anni e presenta fattori di rischio comuni con la malattia cardiovascolare quali ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, obesità, fumo, sedentarietà, depressione ed età.

In letteratura troviamo numerosi studi che dimostrano che: 1) la disfunzione erettile interessa il 47-75% dei pazienti con cardiopatia ischemica nota; 2) più del 20% dei pazienti con disfunzione erettile hanno una patologia coronarica ancora asintomatica; 3) la disfunzione erettile, in soggetti senza nota patologia coronarica, è un fattore di rischio per futuri eventi che può precedere l’evento aterosclerotico cardio-cerebro-vascolare di 2-5 anni.

In particolare uno studio coinvolgente quasi 100.000 pazienti con un followup di circa 6 anni, ha evidenziato che la presenza di disfunzione erettile aumentava il rischio di eventi cardiovascolari del 44%, di mortalità cardiovascolare del 19%, di infarto miocardico acuto del 62%, di eventi cerebrovascolari del 39% e di mortalità per qualsiasi causa del 25%. Infine tale capacità predittiva della disfunzione erettile risulta maggiore nei soggetti più giovani, identificando verosimilmente un gruppo di pazienti con una vasculopatia precoce ed aggressiva.

La precocità con la quale la disfunzione erettile si manifesta rispetto al primo evento clinico cardio-cerebro-vascolare rende lo screening e la diagnosi della disfunzione erettile un momento di estrema importanza nella prevenzione primaria cardiovascolare offrendo un’informazione addizionale alla più classica definizione del rischio cardiovascolare basata sui tradizionali fattori di rischio.

Infine un recente studio apparso sul Journal of American Cardiology ha dimostrato che una valutazione andrologica mirata al miglioramento della disfunzione erettile e delle comorbidità associate alla disfunzione erettile mediante terapia farmacologica ed interventi sullo stile di vita potrebbe avere ripercussioni favorevoli sulla prognosi, sia in prevenzione primaria che secondaria, osservando una riduzione di futuri eventi cardiovascolari del 32%.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

Purtroppo ci sono molti uomini che, pur consapevoli di soffrire di disfunzione erettile, stentano a rivolgersi al proprio medico o a un andrologo, sia per timore sia per imbarazzo nel parlare di un aspetto così intimo della loro vita. Questa reticenza può condurre con il passare del tempo a un peggioramento della situazione che, se affrontata adeguatamente, può invece essere generalmente risolta. Inoltre, come già sottolineato, la prevenzione andrologica si rivela utile poichè permette di diagnosticare precocemente anche eventuali patologie a carico dell’apparato cardiovascolare, che possono quindi essere identificate e curate. Chi soffre di DE può infatti soffrire di una malattia cardiovascolare silente, non riconosciuta e non ancora diagnostica, ma che un andrologo potrebbe scoprire grazie ad esami specifici.

Dott. Nicola Caretta

Andrologo

Affidea – Poliambulatorio Morgagni , Via Cavazzana 39, Padova – Tel. 049 8787479 e-mail: info.morgagni@affi dea.it – www.affidea.it

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