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Elezioni regionali, l’area sud della città metropolitana chiede rappresentanza

Potrebbe essere Pierfrancesco Munari, di Cavarzere, il candidato della Lega al Consiglio regionale.

Elezioni regionali, si vota
probabilmente il prossimo maggio

Elezioni regionali, si vota a breve anche in Veneto, probabilmente il prossimo maggio. Dopo l’Emilia Romagna e la Calabria, questo è un ulteriore test per la politica nazionale. Anche in Veneto che rappresenta, ovviamente, un laboratorio politico di grande interesse. Ma, al di là, delle questioni di più ampio respiro, i temi territoriali non mancano e la necessità di trovare degli interlocutori che possano ben rappresentare le singole aree e portarne in Regione le priorità è ribadita da più parti. Risalta agli occhi la situazione dell’area sud della città metropolitana di Venezia (Chioggia, Cavarzere, Cona ma anche la Riviera del Brenta e, oltre il confine provinciale, alcune aree limitrofe del Polesine), che pur essendo stata nel corso degli ultimi appuntamenti elettoriali un bacino di voti significativo, in particolar modo per alcune forze politiche, non è riuscita negli ultimi 5 anni ad avere una incisiva rappresentatività in Regione.

In passato quest’area ha avuto anche tre consiglieri regionali, che hanno saputo rappresentare il territorio in modo forte e significativo, e che sono stati in grado di dare “peso politico” al basso Veneziano nella gestione delle dinamiche e delle scelte strategiche della Regione. In questi ultimi 5 anni, dopo l’uscita di scena di Lucio Tiozzo (Pd)e Carlo Alberto Tesserin (Forza Italia), Chioggia e tutta l’area sud è stata rappresentata dalla sola consigliera del M5S, Erika Baldin, peraltro dai banchi dell’opposizione. “Nella precedente legislatura – ricorda Lucio Tiozzo – c’era un rappresentante della maggioranza e uno dell’opposizione.

Questa situazione era uno stimolo costruttivo per il confronto politico e la sana competizione che c’era tra di noi ci ha aiutato a crescere e ad elevare la nostra iniziativa producendo significativi risultati. Ci sono stati infatti momenti in cui, pur essendo avversari politici, abbiamo saputo fare sintesi a beneficio del territorio”.

Ciò che in questi ultimi 5 anni è mancato, secondo molti osservatori e portatori di interessi locali, è proprio l’assenza di peso politico di quest’area a livello regionale. C’è chi pensa che nello specifico Chioggia abbia avuto, per scelta del suo sindaco e della Giunta, poco a che fare con la Regione, baypassando questa istituzione e cercando come interlocutori i rapresentanti delle istituzioni nazionali. “In Regione – prosegue Tiozzo – questo atteggiamento è stato percepito come estraniante, col risultato di rendere sempre più marginale Chioggia e quest’area. Su temi dunque strategici per il futuro di questi territori, come ad esempio la sanità, l’economia, la viabilità e le infrastrutture Chioggia non si è espressa, anzi è stata addirittura dimenticata”. Anche la gestione dell’emergenza maltempo sarebbe un’altra sentinella di scarsa rappresentatività del territorio. “Mentre il sindaco di Venezia Brugnaro è stato riconosciuto commissario – osserva Tiozzo – Chioggia è stata inserita nel grande calderone della restante parte del Veneto per la conta dei danni e per i rimborsi. Eppure, per le sue peculiari caratteristiche, avrebbe dovuto essere agganciata a Venezia. Ancora una segnale di quanto contiamo poco”.

E che Chioggia non trovi adeguata rappresentanza a livello regionale non limita solo la città ma anche un territorio più ampio che è di cerniera tra il Basso Veneziano (fino a Mira, Dolo, Campolongo Maggiore, oltre a Cavarzere e Cona) e il Delta. Ora, a scadenza elettorale imminente, si tratta di capire se la città è in grado di assumere il proprio impegno in modo robusto, con rappresentanti di peso e credibili, a prescindere dal colore politico, da mettere in campo. Tra i nomi che circolano tra i bene informati c’è quello di Marco Dolfin per la Lega, che peraltro dalle colonne del nostro giornale ha già dato ufficialmente la propria disponibilità nel caso in cui il partito decidesse di candidarlo. Quando parliamo dei nomi Lega, si può inserire l’avvocato Munari di Cavarzere, un outsider da tenere d’occhio. Per il Pd si fanno i nomi di Montanariello ma anche di Barbara Penzo. Il Movimento 5 Stelle dovrebbe riprovarci con Erika Baldin e qualcuno fa anche il nome del sindaco Alessandro Ferro. Per Forza Italia, invece, Beniamino Boscolo Capon ha fatto sapere, sempre dalle pagine della Piazza, che potrebbe essere il candidato di quest’area.

E’ tempo ora di uscire allo scoperto con i nomi e le candidature ufficiali. Insomma l’area sud della città metropolitana è un bacino di voti, 150mila elettori, che al momento non ha proporzionata rappresentanza a livello regionale e che è alla ricerca del candidato giusto da votare. Le elezioni regionali non sono poi così lontane e ricordiamo che questa volta è da tenere presente anche il tema della doppia preferenza che consente di aprire uno scenario di maggior rappresentanza femminile con la conseguenza di riequilibrare la presenza delle donne in Consiglio regionale.

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