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Emergenza abitativa in Riviera, servono 300 case in più

Fra i problemi, lo sloggio degli abusivi

Servono 300 case in più in Riviera
Servono 300 case in più in Riviera

Servono circa 300 abitazioni in Riviera del Brenta e Miranese per far fronte all’emergenza casa nel comprensorio dei 17 comuni. A sottolinearlo è Andrea Martellato sindaco di Fiesso presidente del Comitato dei sindaci del distretto Dolo- Mirano dell’Ulss 3. Martellato fa il punto della situazione.“In Riviera del Brenta nei 10 comuni dell’area – dice- si stima che ci sia la necessità urgente di circa 150 abitazioni popolari in più, e altrettanti ne serviranno vista la popolazione, per il comprensorio dei 7 comuni del miranese”.

Martellato punta sul fatto che Ater possa liberare a breve gli appartamenti di chi pur avendone avuto diritto, per mutate condizioni economiche, ora è in grado di pagare anche un affitto di 500 euro o più e quindi è in grado di stare sul mercato degli affitti privati. Molti poi gli appartamenti popolari vuoti perchè i proprietari sono morti o se ne sono andati. Per questo motivo Martellato auspica che i tempi tecnici di riassegnazione degli alloggi che sono legati alle pratiche burocratiche, possano essere velocizzati. Ater comunque non è rimasta a guardare.

Nel 2019 infatti Ater di Venezia ha annunciato che erano pronte 241 case per essere assegnate e abitate in tutta la città metropolitana. Di quelle 241 case annunciate lo scorso marzo va detto che ben 158 sono state destinate al territorio comunale di Venezia 83 negli altri comuni della Città metropolitana, così ripartiti: fra cui 1 alloggio a Campolongo Maggiore, uno a Fiesso d’Artico, uno a Fossò, uno a Santa Maria di Sala 2 a Noale, 2 a Salzano 4 alloggi a Mira 6 alloggi a Dolo; 7 alloggi a Mirano e 7 Spinea.

“C’è il problema poi – conclude Martellato – delle persone che occupano abusivamente gli appartamenti, magari entrando con bambini al seguito. In questi casi lo sloggio diventa più complicato. Quello che però diventa importante è far capire che certi atteggiamenti non sono ammessi. Vanno allontanati e sistemati da un’altra parte”.

Alessandro Abbadir

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