Home Padovano Bassa Padovana I cinghiali continuano a fare danni a Monselice

I cinghiali continuano a fare danni a Monselice

Aumentano le catture dei cinghiali ma sui Colli Euganei le aziende agricole continuano a fare i conti con i danni ingenti provocati dalle continue razzie dei cinghiali

Alessandro Bertin della Tenuta Monticelli di Monselice mostra i danni ai frutteti e vigneti
Alessandro Bertin della Tenuta Monticelli di Monselice mostra i danni ai frutteti e vigneti

Se da una parte l’attività di contrasto prosegue registrando un incremento sul fronte numerico, dall’altro l’impatto dei cinghiali sull’agricoltura di tutta l’area collinare e pedecollinare non accenna ad attenuarsi. E ora, con l’arrivo della primavera, si ripresenta l’emergenza, spiega Coldiretti Padova, raccogliendo la preoccupazione di centinaia di imprenditori agricoli. Fra questi vi sono diversi giovani agricoltori che stanno affrontando anche importanti investimenti per tutelare le proprie produzioni dall’assalto dei cinghiali.

E’ il caso di Alessandro Bertin della “Tenuta Monticelli” di Monselice, che ha messo in campo notevoli risorse per proteggere vigneti e frutteti.

“Ho installato il recinto elettrificato su ben 11 ettari di colture, tre di vigneto e otto di albicocchi – spiega il giovane agricoltore –. Ho investito diverse migliaia di euro per costruire una recinzione che fosse anche in armonia con il paesaggio circostante e che allo stesso tempo mi permettesse di proteggere gli albicocchi e le vigne. Nei giorni in cui le temperature si sono fatte più miti sono spuntate anche le prime gemme sui frutteti e subito i cinghiali e altri animali selvatici le hanno prese d’assalto. I cinghiali sono riusciti ad entrare abbattendo i pali in legno posti agli angoli della recinzione. Dispongono di una forza notevole, alcuni esemplari sono molto pesanti e determinati, e non si fermano davanti a nulla, di fronte alla possibilità di trovare del cibo facile. E poi sono anche furbi, fin da cuccioli. Abbiamo visto gli esemplari più piccoli salire uno in groppa all’altro per arrivare alle parti più alte delle piante. Gli adulti invece si alzano sulle zampe e si appoggiano al tronco, rovinandolo in più punti. Abbiamo riparato la recinzione ma sappiamo che prima o poi torneranno”.

Nella stessa zona sono coltivati anche gli asparagi e già si riscontrano i primi passaggi dei cinghiali alla ricerca delle piante che iniziano a spuntare dal terreno.

“Più passano le settimane e peggio sarà – aggiunge Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – perché la popolazione dei cinghiali è tuttora numerosa, nonostante il deciso incremento delle catture. Ben venga l’azione di contrasto ma i nostri imprenditori continuano a contare i danni e a subire perdite tra mancata produzione e notevoli spese per tentare una difesa contro l’assalto dei selvatici. Siamo ancora in piena emergenza ed è troppo presto per cantare vittoria. A questo si aggiunge la preoccupazione per alcune scelte, relative alla cosiddetta filiera della carne di cinghiale, che non condividiamo e che rischiano, invece, di trasformare i Colli Euganei in una riserva di caccia per garantire un guadagno dal commercio della carne. In questo modo non risolveremo mai il problema della presenza massiccia dei cinghiali e del loro impatto devastante sull’agricoltura”.

Le più lette