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Il Palazzo Granaio deve diventare una pinacoteca

La consigliera del Pd Barbara Penzo si sofferma sulla destinazione d’uso dopo il restauro. “Proviamo a diventare Città d’arte”

Barbara Penzo
Barbara Penzo

Barbara Penzo (PD), pone attenzione su quella che sarà la destinazione d’uso di Palazzo Granaio a restauro ultimato: “posso dire che Palazzo Granaio è uno degli edifici più antichi della citta (1322) e che da tempo è in ristrutturazione senza progettualità futura. Il progetto iniziale era finalizzato alla realizzazione di una pinacoteca – racconta – e personalmente ritengo che questo progetto originario deve essere portato avanti. Ho una unica certezza: il Palazzo Granaio non è un edificio qualunque ma è nel cuore del centro storico e della città”.

“Il 1 dicembre 2019 ho promosso un incontro pubblico in sede di partito sul tema del Granaio e sulle possibili progettualità o idee cittadine. Tutti convenivano nella pinacoteca: sale ampie, spazio libero per ospitare mostre importanti, stanza da poter dedicare agli artisti locali (tra cui numerosi pittori). A Chioggia esistono già alcune realtà civiche come la SS. Trinità e il Museo che potrebbero diventare un circuito culturale di grande attrazione turistica”. Più ardua ma sicuramente suggestiva l’idea di instituire un circuito che veda Chioggia coinvolta in qualche modo direttamente da Venezia .

“Si potrebbe pensare – continua Penzo – a una sorta di connessione con le gallerie e mostre veneziane; tentando quindi di avere qualche opera importante in visione nella nostra città”.

“Il Palazzo Granaio deve essere una struttura viva, nuova, innovativa intenta a stimolare, incuriosire; solo così sarà funzionale anche alla promozione turistica di Chioggia. Molti giovani professionisti (ad esempio restauratori) potrebbero trovare addirittura occasioni lavorative”.

“La pinacoteca potrebbe essere intitolata a Rosalba Carriera, pittrice famosa di origine chioggiotta. Proviamo ad alzare il livello propositivo e a divenire veramente Città d’arte, come ci piace si dica per chi entra in città.

Luca Rapacciuolo

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