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La geografia alla portata di tutti a Padova

A Padova apre il museo di Palazzo Wollemborg, un viaggio nel passato e un tuffo nel futuro, unico nel suo genere in Italia, tra accurate ricostruzioni e percorsi tematici, su tutti quello dedicato al clima

Padova diventa culla della geografia e punto di riferimento nazionale per studiosi e appassionati, grazie al Museo del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università, aperto a Palazzo Wollemborg in via Del Santo. Si tratta del primo museo dedicato alla geografia in Italia e tra i primi al mondo nel suo genere: al di là di collezioni private e legate a istituzioni, infatti, i pochi musei geografici universitari con contenuto geologico-fisico sono a Birmingham, a Mosca, alla Belarusian State University, alla Patna University in India o a San Paolo in Brasile.

Il museo di Padova si sviluppa negli spazi di Palazzo Wollemborg e nasce con l’obiettivo di promuovere la conoscenza geografica partendo dalla valorizzazione del patrimonio raccolto in 150 anni di attività scientifica e didattica nell’Ateneo, che vanta una delle prime cattedre di Geografia dello Stato unitario, assegnata a Giuseppe Dalla Vedova nel 1872. Il museo raccoglie ed espone 8 tra globi terrestri e celesti realizzati tra 1630 e 1910 e decine di atlanti pubblicati tra il XVIII e il XIX secolo; una collezione di 27 plastici storici; circa 300 carte murali tra cui pregiate edizioni tedesche della metà del XIX secolo; 150 strumenti di misurazione, circa 20.000 tra stampe e lastre fotografiche. Le sezioni dell’allestimento invitano a tre percorsi di conoscenza: i cambiamenti climatici, le esplorazioni di ieri e di oggi, il racconto dei luoghi.

Particolare rilevanza all’interno del percorso viene data agli strumenti di misurazione utilizzati nelle ricerche sul clima e sui ghiacciai alpini nel corso degli ultimi 100 anni, al Plastico delle Alpi Svizzere che doveva far parte di un gigantesco globo a scala 1:100.000 nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900, alla preziosa riproduzione settecentesca del Mappamondo borgiano del XV secolo. A questi pezzi storici si aggiunge il nuovo plastico della Marmolada, realizzato in California con le ultime tecnologie di stampa 3D.

“Questo museo è il primo in Italia e uno dei pochi al mondo nel suo genere e valorizza un patrimonio che risale a una delle prime cattedre di geografia in Italia e a 150 anni di ricerca e didattica universitaria – racconta Mauro Varotto, responsabile scientifico dell’esposizione – Non si tratta però di un museo che si rivolge al passato: è un progetto che guarda al futuro di una disciplina spesso bistrattata e insegnata male, ma utile a capire i grandi cambiamenti del mondo contemporaneo e il significato dei luoghi in cui viviamo.

La geografia non serve solo a mandare a memoria fiumi, monti e capitali, ma anche a capire da dove proviene ciò che mangiamo a colazione, perché migliaia di persone fuggono dal lago Chad e arrivano nelle nostre periferie o quando probabilmente scomparirà il ghiacciaio della Marmolada. Le sale del Museo dedicate alla misura del clima, all’esplorazione e al racconto dei luoghi non esauriscono l’azione del museo, che sarà promotore di iniziative di ricerca partecipata, laboratori didattici creativi e iniziative di sensibilizzazione pubblica su temi geografici di grande attualità”.

Il Museo di Geografia , realizzato con il contributo di Banca Patavina, è aperto al pubblico il venerdì pomeriggio e il sabato mattina, è possibile prenotare visite guidate anche in altri giorni per gruppi e scolaresche. Info e prenotazioni su: www.musei.unipd.it.

Enrico Beda

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