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Legnaro, Caa, la nuova segnaletica in via di sperimentazione

Simboli grafici e disegni al posto delle parole. Il Comune di Legnaro sta sperimentando un nuovo tipo di segnaletica negli spazi pubblici cittadini. Cartelli studiati apposta per chi ha disabilità di tipo comunicativo e fatica quindi a capire le indicazioni a parole che si possono leggere nelle comuni insegne. Si tratta della cosiddetta comunicazione aumentativa e alternativa (Caa), termine che descrivere appunto tutte le modalità che possono facilitare e migliorare la comunicazione di persone che hanno difficoltà con il linguaggio orale e la scrittura. La nuova segnaletica è stata installata al parco di via Bellini in quartiere Belvedere e nei giardini pubblici di Volparo.

La comunicazione aumentativa alternativa, nata per i bambini e i ragazzi affetti da autismo e da disabilità complesse, sta diventando uno strumento di forte inclusione per tutte quelle persone che hanno difficoltà a usare i tradizionali canali di comunicazione come il linguaggio e la scrittura. “Il progetto nasce dalla volontà di sensibilizzare il territorio rispetto alla disabilità e alla disabilità comunicativa in particolare formando la popolazione a comprendere che l’uso della parola e del linguaggio verbale non è l’unica modalità comunicativa possibile” ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali e Pari opportunità, Alessia Morandin.

“La Caa – ha detto – è, in sostanza, un approccio clinico che utilizza strategie visive, oggetti, immagini, foto o set di simboli per permettere alla persona di poter comunicare in modo differente”. “Il progetto – ha aggiunto – prevede il coinvolgimento di tutti gli esercenti di spazi pubblici e privati. In base alla disponibilità data da ciascuno, verranno fornite tabelle comunicative, in modo che ogni persona possa essere autonoma là dove si reca”.

“Come amministrazione – ha dichiarato Morandin – crediamo molto in questo progetto, in quanto siamo convinti che dietro la sua apparente semplicità, la Caa, proprio perché visiva, possa dare a Legnaro la capacità di guardare con occhi diversi”. “Ringraziamo in particolar modo una famiglia “speciale” di Legnaro – ha concluso l’assessore – che ci ha dato l’input e il sostegno durante tutta la fase procedurale, ma che soprattutto, ci ha messo difronte alla concretezza di un vivere quotidiano, fatto di quelle piccole cose alle quali normalmente non diamo attenzione e importanza”.

Martina Maniero

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