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Maus, fine della vertenza: trovato l’accordo con 9 esuberi

La volontarietà sarà l’unico criterio per la riduzione del numero dei lavoratori. I sindacati: “Raggiunto il miglior accordo possibile”

Fumata bianca per la Maus nell’ultimo tavolo di concertazione all’Unità di crisi di Veneto Lavoro a Venezia, presenti le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil, Rsu aziendali e l’ad dell’azienda Roberto Clamar. Quest’ultimo ha accettato la proposta sindacale basata sulla volontarietà come unico criterio per la riduzione del numero dei lavoratori: gli esuberi passano così da 14 a 9. L’accordo chiude un’estenuante vertenza avviata dalla proprietà con la procedura di licenziamento per quattordici dipendenti. Un primo spiraglio si era aperto al termine del penultimo incontro del 23 dicembre.

“Siamo riusciti a ridurre a nove il numero degli esuberi – ha commentato per la Fim Cisl, Luca Gazzabin -, ma soprattutto a far accettare all’azienda la non opposizione per un numero massimo di 14 lavoratori. In questo modo le scelte unilaterali sui licenziamenti da parte dell’azienda sono state scongiurate. Questo era l’accordo migliore che potevamo raggiungere. Ora la situazione resterà monitorata con incontri a livello aziendale, non solo per la gestione dell’accordo raggiunto con la proprietà, ma anche per un impegno alla discussione preventiva con le organizzazioni sindacali in caso di altre riorganizzazioni interne all’azienda”.

Per Anna Zanoni della Fiom Cgil: “Questo accordo evidenzia l’importanza della lotta dei lavoratori che hanno combattuto strenuamente per arrivare a scardinare le posizioni rigide e indisponibili della proprietà e dell’ad Clamar. È un passo fondamentale per portare chiarezza e condizioni di lavoro più accettabili e serene per tutti i dipendenti”.

Nicoletta Masetto

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