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“Palazzo Granaio, urgente mettere in sicurezza”

“Le indagini preliminari non avevano evidenziato una situazione così critica. Vogliamo che i lavori procedano senza altri stop”

Palazzo Granaio
Palazzo Granaio

Il Palazzo Granaio è tra i luoghi simbolo di Chioggia; senza dubbio uno degli edifici più caratteristici e ricchi di storia della città. L’attuale sede del mercato del pesce “al minuto” sorge proprio di fianco a questo edificio, realizzato nel 1322, prima quindi della celebre Guerra di Chioggia combattuta con i Genovesi. L’edificio, in sobrio stile gotico, fungeva da deposito per il grano necessario alla comunità e poggiava originariamente su 64 colonne. Solo nel corso del ‘900 queste ultime sono state cementate, ricavando un piano terra. Sulla facciata è visibile un’edicola con un’immagine della Madonna col Bambino, opera attribuita a Jacopo Sansovino (1486- 1570).

Da ormai qualche anno l’intera struttura esterna e parte del solaio del palazzo sono “cantierizzate”, soggette ad un restauro tanto lungo quanto “misterioso”. I chioggiotti più “simpatici” sostengono che sarà più probabile vedere ultimata la celebre “incompiuta” Sagrada Familia di Barcellona piuttosto che Palazzo Granaio. In realtà la città ha semplicemente voglia di vedere restituito al Corso del Popolo un edificio che “gli appartiene”.

Su andamento dei lavori e ostacoli che hanno ritardato il restauro prova a fare chiarezza l’assessore ai Lavori Pubblici, Alessandra Penzo. “A inizio marzo 2019 – afferma – gli interventi di restauro hanno evidenziato una condizione critica da un punto di vista statico del solaio tanto che una volta tolti i tavolati che lo ricoprivano sono stati portati alla luce elementi strutturali fortemente ammalorati, che coinvolgono parti di alcune travi dell’impalcato ligneo lungo il perimetro, fino ad ora ricoperto da una cappa in calcestruzzo priva di armatura e non idonea a svolgere la propria funzione statica. La situazione più grave risulta in corrispondenza delle finestre lungo la facciata ovest del palazzo. La somma urgenza è dettata dalla necessità di una rapida messa in sicurezza del solaio al fine di evitare ulteriori cedimenti e altri rischi connessi”.

Chiaramente viene da chiedersi come mai fosse stata così “sottostimata” l’entità dei lavori che si sono resi necessari. “Le indagini preliminari non avevano rilevato una situazione così critica: siamo consapevoli che i restauri possono riservare delle sorprese – continua l’assessore – soprattutto per un bene storico come questo, ma vogliamo che i lavori procedano e non subiscano stop come è accaduto in passato. Ringrazio gli uffici e la Soprintendenza di Venezia per il lavoro in sinergia al fine di riqualificare un bene così prezioso nel cuore del centro storico”.

Luca Rapacciuolo

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