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Porto Tolle, verso un centro diurno per disabili

“La mancanza di spazi adeguati non ci consente di poter accogliere altri ragazzi nelle nostre attività sociali, ma la giunta ora prenderà atto e finalmente troverà una soluzione”

Ex Badaloni, Porto Tolle
La sede dell’ex Badaloni ospiterà un centro diurno per disabili

Servirà mezzo milione di euro per ampliare l’attuale edificio ex Badaloni di Ca’ Tiepolo perché diventi un centro diurno per disabili. Una risposta che andrebbe incontro alle richieste delle famiglie del territorio in quello che ad oggi è un centro polifunzionale, cuore di “Un ponte per” il progetto inserito nei piani di zona da oltre un decennio che coinvolge i ragazzi disabili in attività quotidiane, grazie all’azione sinergica delle associazioni Luce sul mare, Barriere Invisibili, Down Rovigo e l’apporto della cooperativa Titoli Minori di Chioggia Onlus.

“Attualmente ospitiamo 23 ragazzi e tante sono le attività organizzate per loro – spiega il presidente di Luce sul Mare Franco Marangon – e per questo siamo costretti a dire no all’inserimento di nuovi ragazzi, per la mancanza di spazi adeguati. Prossimamente, la giunta dovrebbe prendere atto del progetto che abbiamo realizzato per il nuovo centro diurno e poi partiremo nel raccogliere consensi da enti e associazioni con l’obiettivo di raccogliere i finanziamenti per arrivare alla realizzazione del centro diurno. L’ideale sarebbe che anche la Regione sposi il nostro progetto sociale, per permettere di andare incontro alle necessità di tante famiglie”.

A illustrare i dettagli strutturali del progetto il geometra Nicola Bertaggia: “La proposta progettuale prevede un insieme sistematico di opere, da eseguire anche per stralci funzionali consistenti nell’ampliamento verso sud della struttura esistente, creando una sala polivalente da 150 metri quadri, eventualmente divisibili con pareti mobili e un ampliamento, previa realizzazione delle strutture di fondazione, coibentazione e isolamento termico della nuova copertura, direttamente connessa con l’area verde esterna, da qui ne consegue l’uso massiccio di vetrate totalmente apribili, affinché il confine e la “diversità” dentro-fuori venga meno”.

Guendalina Ferro

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