Home Rodigino Delta Una vita da Bersagliere: i 100 anni di Iso Moretto

Una vita da Bersagliere: i 100 anni di Iso Moretto

“Un compleanno prestigioso. La gioia di vivere non invecchia, non ha età”

Uno scrosciante applauso ha accolto Iso Moretto al suo ingresso in chiesa a Donada nel giorno del suo centesimo compleanno l’1 febbraio scorso. Moretto, nato a Donada nel 1920 è stato festeggiato dai figli Leopoldo e Wally, da familiari, amici e autorità ed è divenuto il più anziano bersagliere della provincia se non del Veneto. Alla messa di ringraziamento, sono accorse numerose sezioni dei fanti piumati: “Un compleanno prestigioso – ha riflettuto don Fabrizio nell’omelia, citando una poesia – la gioia di vivere non invecchia, non ha età”.

Al termine, dopo la lettura della ‘Preghiera del bersagliere’, la nipote Monica ha ringraziato a nome del nonno per una vita all’insegna della patria, della famiglia e degli amici che riempiono le sue giornate. La sezione Bersaglieri Porto Viro – Delta del Po (alla quale Iso appartiene fin dalla sua costituzione nel 1975) ha poi organizzato il taglio della torta e i saluti dei presidenti locale Luciano Balasso e provinciale Giorgio Banin, che ha portato gli omaggi dei suoi corrispettivi regionale e nazionale assieme a una variopinta pergamena.

Lo scrittore Loris Porzionato, in un’azione di recupero di una memoria che andrebbe persa, ha poi riassunto i tratti salienti della vita di Iso: nel 1940 partì da Donada per essere arruolato e passò per Gradisca d’Isonzo, Lubiana e Knin contro i partigiani di Tito; vi rimase fino all’armistizio quando fu fatto prigioniero dai tedeschi e caricato su un carro bestiame talmente stipato che ci si sedeva a turno dovendo tenere un commilitone tra le ginocchia. All’arrivo a Vienna proseguì fino in un campo di lavoro a sud di Berlino e poi ancora ad Hannover. Con lui due compaesani donadesi ‘Nane’ Bertaglia e Bruno Boscolo.

Viveva in una baracca e riceveva come pasto una brodaglia con qualche patata, lavorando in una miniera di sale a decine di metri di profondità. Il tempo passava e Iso sentiva gli scoppi delle bombe sempre più vicini, finché arrivò la liberazione con gli americani. Quando tornò a casa dopo cinque anni, nel luglio 1945, i genitori Fabio ed Elide lo festeggiarono increduli; per anni ha poi gestito uno storico negozio in via XXIV Maggio e a oggi, munito di patente, lo si trova spesso al bar in piazza Marconi con gli amici.

Il sindaco Maura Veronese ha affermato: “È un bel traguardo arrivare a cent’anni con la mente e il corpo che ti sostengono. Tanti anni fa Iso sarebbe stato come Omero, un raccontatore di storie”. Iso ha infine scherzato in dialetto: “Stanotte mi ero preparato un sacco di discorsi, ma ora per l’emozione ‘o pers la lengua!’”.

Fabio Pregnolato

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