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Animali, quando cambiare atteggiamento

Abbracci poco affettuosi e posture che devono mettere in guardia. Ecco quando dobbiamo stare attenti ai segnali che i nostri amici a quattro zampe ci mandano, per evitare spiacevoli incidenti…

Posizioni dei nostri animali
Posizioni dei nostri animali

Nella immagine a destra, troviamo una postura che, a volte, viene equivocata con quella che esprime sicurezza, con conseguenze non sempre gradevoli.

Rispetto al cane “sicuro”, infatti, qui ci sono differenze significative: il corpo è ugualmente teso ma, osservando bene, si nota che spinge già in avanti e la zampa anteriore destra è oltre la sinistra, pronta ad assecondare lo slancio che sta per arrivare dalla posteriore sinistra, già in movimento e in procinto di spingere il cane in avanti.

La femmina di Dogo Argentino nella foto, inoltre, ha le orecchie rivolte in avanti e gli occhi sono fermamente puntati su ciò che ha di fronte e che non le piace affatto. Il pelo sulla parte iniziale della schiena, subito dietro il collo, è sollevato, la coda sta per alzarsi e le mascelle sono ben serrate con i muscoli tesi. Se avessimo il sonoro, probabilmente avvertiremmo un ringhio sordo… la ragione, nello specifico, è il cucciolo che si nasconde spaventato dietro la madre, svezzato da poco, come ci rivelano le mammelle ingrossate.

Mamma Dogo è pronta a lottare per difendere il suo piccolo e chi le sta di fronte farà bene a capirlo e a interrompere la sua avanzata, se non vuole scoprire quanto può essere pericolosa una femmina di cane che teme per suo figlio!

Altri gesti dei nostri animali

C’è anche un altro gesto che non deve trarre in inganno. Quando due cani si incontrano e, dopo reciproche ispezioni olfattive, uno dei due si pone lateralmente all’altro e gli appoggia una zampa sulla parte posteriore del collo, il messaggio è chiarissimo: “Il più forte sono io e te lo dimostro”.

La situazione è critica, da un certo punto di vista, ma non necessariamente. Il cane che viene “toccato” ha probabilmente già comunicato all’altro che non si sente alla sua altezza e, perciò, il gesto suggella un patto già scritto poco prima e potremmo assistere a rituali di gioco nei quali il “dominante” vince fisicamente sull’altro.

Ma se i due non si sono ben intesi, invece, la cosa facilmente evolverà in modo conflittuale e potremmo assistere a una ribellione, con il cane “toccato” che si svincola dalla presa e assume un atteggiamento minaccioso.

Quanto i due siano decisi a confrontarsi lo sapremo in pochi istanti ma non sarebbe strano se uno dei due decidesse di lasciare il campo oppure esprimere volontà di pacificazione voltando la testa dall’altra parte.