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“Tsunami” a Chioggia contro la droga

L’indagine condotta dai Carabinieri di Chioggia, durata ben due anni, ha portato a 25 misure cautelari e invita a riflettere sulle problematiche che interessano anche questa città

Indagine droga Chioggia
Indagine droga Chioggia

Doveva essere uno “Tsunami”; per questa ragione due anni fa si decise di assegnare questo nome alla vasta operazione antidroga che avrebbe dovuto scardinare il mondo del traffico e consumo di stupefacenti a Chioggia. Se il nome sia stato azzeccato o meno, probabilmente solo il tempo lo potrà dire.

Di sicuro quanto si è visto nei primi giorni di febbraio in città è il risultato di un impegno (in termini investi- gativi e anche di risorse messe in campo) che la città non aveva mai visto prima e probabilmente meritava. Per questa ragione non si sono fatte attendere le parole del sindaco Alessandro Ferro.

“Un grande grazie – ha avuto modo di dire ai magistrati e a tutti gli uomini in divisa coinvolti nella maxioperazione “Tsunami”, iniziata circa due anni fa e che ha visto il culmine nelle scorse setti- mane. Mi sono congratulato personalmente con il comandante della Compagnia Carabinieri di Chioggia, Francesco Barone, chiedendogli di estendere il mio plauso anche ai 300 Carabinieri e ai 100 uomini della Guardia di Finanza, che erano direttamente impegnati sul campo.

Una vittoria della legalità, certo, che mette a nudo l’altra faccia della medaglia, ovvero quei mali della società attuale, su cui è doveroso interrogarsi come singoli e come istituzioni”. Doveroso e fiero anche il commento dell’assessore alle Politiche sociali Luciano Frizziero, con un pensiero alla città.

Non solo droga a Chioggia, ma anche alcol, bullismo e gioco d’azzardo

“Sappiamo – ha commentato – che il fenomeno della droga è globale e che tocca ogni fascia di reddito, ma è necessario porci in ascolto e riflettere sulle problematiche che investono tutti, anche la nostra città.

Non solo droga, ma anche alcol, consumato soprattutto tra i giovani, bullismo e gioco d’azzardo, che ha numeri impressionanti, con milioni di euro spesi in slot machine. Le ri- sposte a fenomeni complessi non sono mai facili, ma non per questo dobbiamo evitare di porcele: cosa fare per cambiare qualcosa, per cambiare rotta verso una società migliore?”

Decine di indagati, misure cautelari domiciliari, carcere e milioni di beni sequestrati per facce, persone, uomini e donne che risultano regolarmente inseriti nel tessuto sociale della città. Un grande punto interrogativo per tutti; politici e cittadini: cosa si può fare perché tutto questo non si ripeta? Le persone coinvolte, i nomi che inevitabilmente circolano da settimane, sono quelli di soggetti che appartengono a ceti sociali assai trasversali, come diverse sono le loro età e attività lavorative.

Il comandante provinciale dei carabinieri di Venezia Mosè De Luchi dichiara: “se a Venezia i dati del SerD (Servizi per le Di- pendenze) dimostrano come 4,2 persone ogni 10mila abitanti facciano uso di droga, a Chioggia il numero cresce vertiginosamente: il triplo della media in base ai dati forniti dall’Ulss 3”.

Lecito porsi la domanda: perché? In attesa di trovare una risposta; ripensiamo alla possibilità (sempre e comunque efficace) di offrire maggiori opportunità di svago, divertimento, aggregazione. Per tutti.

Luca Rapacciuolo

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