Home Veneziano Chioggia Chioggia, tutti d’accordo: "V-Gate non si deve fare"

Chioggia, tutti d’accordo: “V-Gate non si deve fare”

Sul V-Gate no unanime del Consiglio comunale di Chioggia, che si fa portavoce anche delle categorie economiche, al progetto del terminal plurimodale d’altura

Il progetto del VGate. Fonte: Il Comune di Chioggia

ll VGate non si deve fare. E’ questa la decisione del Consiglio Comunale di Chioggia che per una volta vede tutti concordi. La decisione di inviare agli enti preposti (ministeri competenti e Regione Veneto) in maniera formale la presa di posizione “avversa” alla realizzazione dell’opera, di fatto segna un possibile brusco stop all’iter autorizzativo per la realizzazione del nuovo terminal container al largo della costa.

Il no bipartisan viene dettagliatamente argomentato in particolare da Forza Italia, contraria a realizzare questa mastodontica opera alle foci del Brenta ed ad un paio di chilometri dal litorale di Isola Verde e Sottomarina: troppo rischiosi i possibili effetti per turismo, pesca e agricoltura. A nulla è valso il suggerimento di una diversa ubicazione ritenuta più idonea e meno dannosa per gli altri settori.

Piccola polemica con l’Amministrazione pentastellata, rea di “non essersi schierata contro, ma di avere rilasciato dichiarazioni non erano nè contro e nè a favore, attendiste: insomma la scelta di non scegliere. Quattro i punti ritenuti critici da Forza Italia: Romea e ferrovia vengono riconosciute come un diritto, e non “oggetto di scambio”; la potenziale offerta occupazionale in realtà verrà limitata dal massiccio ricorso a macchine e tecnologia; non adeguata gestione dell’area “Bacucco”; potenziale “impatto ambientale” delle attività. Insomma per riassumere danni di gran lunga superiori ai benefici.

Cos’è il V-Gate

Ma di che opera si sta parlando di preciso? Il VGate, progetto alla mano, è una piattaforma multimodale d’altura collocata a circa 2,3 km dalla costa, su fondali di profondità superiore ai 16,00 ml, e collegata tramite due viadotti a campate ad arco di 90 ml l’una poggianti su coppie di pile, su cui si sviluppa su uno il collegamento infrastrutturale stradale sino alla viabilità stradale ordinaria (S.S. Romea) e sull’altro il collegamento ferroviario sino all’esistente linea ferroviaria ChioggiaRovigo.

L’evoluzione del terminal si attua attraverso 3 fasi, la prima da 500.000 TEU/anno, la seconda da 1.100.000 TEU/anno la terza fino ad un massimo di 2.000.000 TEU/ anno. L’intervento proposto si pone l’ambizioso obiettivo di consentire ed incentivare lo scambio multimodale nave– chiatta – gomma – ferrovia dei container, in una struttura in alti fondali in modo da poter accogliere le grandi navi container. E a proposito del capitolo grandi navi per il porto di Chioggia, qualche settimana fa circolava la notizia di un possibile interessamento di alcune compagnie di navi da crociera a fare scalo nel terminal di Chioggia. “Per i prossimi arrivi attendiamo conferme dall’Autorità di sistema portuale – dichiara il sindaco Alessandro Ferro – abbiamo più volte ribadito la disponibilità ad aprirci alla crocieristica, per un rilancio del nostro porto in questo senso, data la vocazione turistica di Chioggia e l’opportunità di rilancio per l’economia locale”.

Luca Rapacciuolo

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