Home Veneto Attualità Consulenti del Lavoro di Venezia: "Snellire le procedure per ammortizzatori sociali e...

Consulenti del Lavoro di Venezia: “Snellire le procedure per ammortizzatori sociali e bonus di sopravvivenza”

Il presidente dei Consulenti del Lavoro di Venezia Patrizia Gobat: “Professioni ordinistiche dimenticate dal Governo. Nostro ruolo sociale non riconosciuto”

Patrizia Gobat presidente dei Consulenti del Lavoro di Venezia
Patrizia Gobat presidente dei Consulenti del Lavoro di Venezia

“Semplificare gli iter per l’accesso agli ammortizzatori sociali e al bonus di sopravvivenza di 600 euro, per permettere a imprese, autonomi e professionisti di sopravvivere”. È la richiesta dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia al Governo, per far fronte a questa situazione di emergenza.

“Il decreto Cura Italia fin dalla sua uscita ha mostrato tutti i suoi limiti. Possiamo considerarlo un primissimo intervento per tamponare la drammatica situazione che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitaria – sottolinea la presidente Patrizia Gobat -.Per fortuna nelle scorse ore l’Inps ha aperto le procedure per la richiesta degli ammortizzatori sociali.IConsulenti del lavoro a tutti i livelli stanno chiedendo al Governo di semplificare iter che, ad oggi, risultano ancora troppo complessi per fronteggiare una situazione straordinaria, che ha bisogno di misure straordinarie”. Innanzitutto, gli ammortizzatori sociali sono diversi: tra i nazionali c’è la Cassa integrazione Ordinaria CIGO per le imprese industriali, il Fondo di integrazione salariale FIS per il terziario, turismo, commercio sopra i 5 dipendenti, i Fondi di solidarietà bilaterali per artigianato e altri settori. E poi ci sono gli ammortizzatori regionali, con la Cassa integrazione in deroga per tutti gli altri, che restano in attesa delle linee guida della Regione Veneto. “Da questa parcellizzazione si capisce bene quali siano i problemi e le soluzioni interpretative con cui ci si deve confrontare giornalmente – continua Gobat -.La maggior parte dei nostri clienti opera nei settori strategici della nostra economia che sono il turismo, il commercio e il terziario e, nella loro vita lavorativa, non hanno mai utilizzato tali strumenti e non sanno nemmeno come funzionano”.

Consulenti del Lavoro di Venezia, le preoccupazioni

Ciò che preoccupa particolarmente i Consulenti del Lavoro è la crisi di liquidità già in atto, dato che la maggior parte degli esercizi pubblici e delle attività sono chiuse, con la situazione ancor piùgrave di Venezia, già fortemente provata dall’acqua alta dello scorso novembre.“È necessario snellire ulteriormente la burocrazia perché i lavoratori, se va bene, vedranno questi soldi a maggio” spiega la presidente.

Stesso discorso per il bonus della “sopravvivenza” di 600 euro per i lavoratori autonomi che deve essere richiesto tramite il sito Inps. “Oggi si registra la corsa alla richiesta del Pin perché la maggior parte di questi soggetti non ne è in possesso. Ed emergono anche tutti i limiti della bassa digitalizzazione della nostra popolazione e delle istituzioni. In Germania imprese, lavoratori autonomi e professionisti hanno già ricevuto una somma di denaro in acconto, direttamente dallo Stato”.

In questo contesto lavorano i Consulenti del lavoro e i loro dipendenti, in presenza e in smart working, con tutte le difficoltà di gestione familiare che comporta. “Ma il Governo, nei vari provvedimenti, si è dimenticato dei professionisti ordinistici: nessun sostegno e nessuna menzione – accusa Gobat -. E qui mi sorge spontanea una riflessione: chi sta fronteggiando in prima linea l’emergenza sanitaria? Medici, infermieri, psicologi, radiologi, assistenti sociali, tutti professionisti.E subito dopo, per fronteggiare l’emergenza economica, i Consulenti del lavoro. Non vogliamo applausi, né manifesti di ringraziamento, ma solo il riconoscimento tangibile del nostro ruolo sociale”.