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Coronavirus, chiuso l’aeroporto di Treviso

Aeroporto chiuso per emergenza coronavirus. Il 13 marzo è stata sospesa l’attività del Canova. Lo scalo trevigiano resterà completamente fermo almeno fino al 25 marzo.

Aeroporto Canova
Aeroporto Canova

L’emergenza sanitaria aveva fatto calare in modo drastico il numero di passeggeri. Gli aerei viaggiavano quasi deserti. Poi le compagnie hanno direttamente iniziato a cancellare i voli. E alla fine è arrivata la decisione di chiudere tutto.

Save-AerTre e Triveneto Sicurezza, le società che gestiscono e che operano all’interno del Canova, hanno firmato con i sindacati l’accordo di cassa integrazione straordinaria a tutela degli oltre mille dipendenti dei tre gruppi coinvolti.

La cassa integrazione, attivata dal 16 marzo, è stata richiesta in via prudenziale per un intero anno. I numeri sono impietosi. Il 12 marzo a Treviso hanno operato 12 voli, per un meno 73%, con un calo del 97% di passeggeri.

Il numero di passeggeri aveva iniziato a calare già in gennaio, quando il problema coronavirus non aveva ancora colpito direttamente l’Italia. Già in questo mese ne erano stati persi in media più di mille al giorno: dai 259.666 dell’anno scorso a 227.982.

E i bilanci di febbraio e marzo, quando il focolaio è esploso anche a Treviso, si annunciano ancora più pesanti. Ryanair, compagnia che opera la grande maggioranza dei voli del Canova, ha annunciato un taglio fino al 25% su scala nazionale dei propri voli fino all’8 aprile. Una linea ancora più dura è stata seguita da Wizz Air, compagnia low cost ungherese che ha deciso di tagliare il 60% dei voli per l’Italia fino al 2 aprile.

Coronaviris, aeroporto Canova: le parole del prsidente del gruppo Save

“La diffusione del coronavirus ha colpito duramente tutto il sistema aeroportuale, compreso il polo del nordest. A causa della ridotta mobilità e a fini di contenimento dell’emergenza sanitaria, il governo ha indicato la chiusura di più della metà degli aeroporti, tra questi anche il Canova – fa il punto Enrico Marchi, presidente del gruppo Save – il nostro obiettivo ad oggi è quello di far fronte alla riduzione delle attività tutelando i nostri dipendenti, perché nei momenti difficili vogliamo fare in modo che nessuno sia lasciato indietro e che tutti facciano dei piccoli sacrifici per evitare che pochi debbano soffrire molto”.

“Quella che stiamo affrontando – conclude – è una prova durissima per tutti, ma non dobbiamo dimenticare che si tratta di una situazione temporanea e che, superata l’emergenza, dovremo essere pronti per ripartire a pieno regime, con la stessa determinazione e tenacia che da sempre ci contraddistinguono”.

(m.f.)

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