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Coronavirus, il sindaco di Chioggia: “Restiamo fiduciosi”

Lo scorso 26 febbraio è stato segnalato il primo caso positivo al Coronavirus nel comune di Chioggia.

Sindaco Alessandro Ferro
Sindaco Alessandro Ferro

La gestione dell’emergenza nazionale legata al Coronavirus, che ha raggiunto “ufficialmente” Chioggia il giorno 26 febbraio, ha acceso in laguna (come in ogni altra parte d’Italia) non poche discussioni. Se è vero che il primo caso è stato segnalato con tempestività dal sindaco Alessandro Ferro, anche attraverso Facebook e testate giornalistiche locali, è altrettanto evidente che poco è trapelato in merito ai “passi successivi” intrapresi per arginare il con- tagio.

Il paziente, la cui identità è stata palesate per voci di corridoio poche ore dopo, è stato tempestivamente portato all’ospedale di Mestre; poco si sa di familiari e personale medico venuto in contatto con il nostro “Paziente 0”. “La gestione da parte del nostro Comune è stata puntuale – riferisce dal canto suo il sindaco al nostro giornale – nell’ottica della collaborazione con le Autorità Sanitarie e della trasparenza verso i cittadini, con rassicura- zioni, ma senza minimizzare la questione, che ha nuovi sviluppi ogni giorno”.

“Ho seguito – continua il primo cittadino – con attenzione l’evolversi dell’emergenza, partecipando ogni sera alle riunioni del Comitato dei sindaci organizzate nella sede dell’Ulss 3 Serenissima a Mestre e postando, quando necessario, dei brevi video riepilogativi nella pagina Facebook del Comune. Nel portale istituzionale, poi, sono presenti in primo piano le raccomandazioni igienico sanitarie, i numeri utili e ogni comunicazione ufficiale di Governo e Regione.

Il sindaco Alessandro Ferro conferma i costanti aggiornamenti della situazione a Chioggia

Il Comune ha adottato le misure di prevenzione indicate dal Ministero della Pubblica Amministrazione, quali ad esempio l’accurata pulizia dei locali con prodotti adeguati, lo scaglionamento degli accessi agli sportelli e l’utilizzo di internet, come per la prossima riunione con le categorie economiche. Nella gestione generale della crisi, evidente è apparso lo “scollamento” tra direttive nazionali impartite dal premier Giuseppe Conte e Ministero e decisioni delle Regioni.

Il principio di sussidiarietà (Legge Bassanini) che da fine anni ’90 autorizza il Governo al conferimento di funzioni e compiti alle Regioni ed enti locali (per il raggiungimento di interessi collettivi) sembra si sia rivelato una sorta di “boomerang”, quantomeno nei primi giorni dell’emergenza. “Non sta a me giudicare in questo momento il lavoro della Regione – ci dice il sindaco – so solo che l’Italia intera sta attraversando un momento difficile, in ogni settore, ma io scelgo di rimanere ottimista”.

Luca Rapacciuolo

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