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Coronavirus in Veneto: “Tamponi nelle case di riposo”

Coronavirus, avviata l’esecuzione dei tamponi per gli ospiti e i dipendenti delle case di riposo del Veneto

tampone
tampone

I riflettori dell’assessorato alla sanità e al sociale della Regione Veneto sono accesi senza sosta sul mondo delle case di riposo, in questo difficilissimo momento di emergenza sanitaria. Lo ha assicurato l’assessore Manuela Lanzarin, incontrando (in videoconferenza) i rappresentanti delle confederazioni sindacali, Christian Ferrari, Giancarlo Refosco e Gerardo Colamarco, preoccupati per qualità e continuità assistenziale agli ospiti e per la salute e la tutela nel lavoro dei circa 20 mila dipendenti.

“Ospiti e dipendenti delle case di riposo del Veneto – ha assicurato l’assessore – hanno la priorità, assieme agli operatori sanitari degli ospedali, nella campagna di test a tappeto intrapresa da Regione, Ulss e Università di Padova in tutto il territorio veneto.

Sappiamo che le persone più anziane e più fragili sono quelle maggiormente esposte al
rischio di contagio, per cui – oltre ad aver dato precise disposizioni per la gestione
igienico-sanitaria della strutture e il trattamento di eventuali casi sospetti già con la
circolare del 16 marzo scorso –la Regione ha espressamente programmato che tutti gli
operatori e gli ospiti siano sottoposti a tampone.

Formazione a distanza per reclutare nuovo personale

Inoltre, è stato previsto, in via tassativa, che tutte le strutture residenziali del Veneto possano accogliere e inserire nuovi ospiti solo in presenza di attestazione di negatività al virus”. Stante le difficoltà di approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e le distribuzioni al monento contingentate, l’assessore ha tuttavia garantito che le Ulss terranno conto, nella distribuzione delle forniture di mascherine, gel e guanti, anche delle case di riposo, a partire dalle strutture dove si sono già verificati casi conclamati di contagi con il virus.

Quanto alle croniche carenze di personale e ai vuoti che si sono venuti a creare nella
piante organiche con l’assunzione da parte delle Ulss di operatori socio-sanitari già in
servizio nelle Rsa e nelle strutture per disabili e non autosufficienti, l’assessore ha confermato la massima disponibilità della Regione, e propria, ad un confronto periodico con le organizzazioni sindacali al fine di individuare ogni possibile intervento.

“Oggi la Regione ha sbloccato l’iter di formazione di oltre 400 operatori sociosanitari,
introducendo per la prima volta l’esame abilitante in via telematica – ha ricordato
l’assessore – e autorizzando la formazione a distanza per la prima fase del percorso
formativo degli OSS. Al maxi-piano formativo per Oss, che punta a qualificare circa
duemila nuovi operatori ogni triennio, si devono affiancare anche altre iniziative.