Home Veneto Attualità Coronavirus, in Veneto tamponi per cercare gli asintomatici

Coronavirus, in Veneto tamponi per cercare gli asintomatici

Manuela Lanzarin, assessore alla Sanità della Regione Veneto

Prosegue  l’individuazione di nuove iniziative per fronteggiare il Coronavirus in Veneto con nuovi tamponi.

L’assessore alla Sanità della Regione Manuela Lanzarin ha, ad esempio, annunciato la scelta di allargare lo spettro dell’esecuzione dei tamponi anche ai contatti occasionali, puntando così a isolare anche i positivi asintomatici, e ragionando anche sulla possibilità di concentrarsi su particolari categorie specifiche particolarmente esposte.

Lanzarin ha anche informato che sono stati inviati ai Sindaci i nominativi dei positivi del loro Comune, in modo da poter intensificare la sorveglianza attiva. Richiamata l’attenzione anche alla necessità di organizzare azioni di aiuto, principalmente rivolte agli anziani soli in casa. “Ringrazio i volontari – ha detto in proposito la Lanzarin – che in molti territori si stanno mobilitando, anche solo per portare loro la spesa a casa. Stanno dando un segnale molto bello di solidarietà”.

Coronavirus, un piano di sanità pubblica in Veneto

Nel frattempo, per affrontare in ogni suo aspetto l’emergenza legata al Coronavirus, la sanità della Regione Veneto ha anche attivato uno specifico Piano di Sanità Pubblica, che ha come obbiettivo  interrompere tutte le possibili catene di trasmissione del virus responsabile di COVID-19 basato sulle seguenti strategie:

  • Individuare tutti i possibili casi sospetti, probabili e confermati (Dalla ricerca puntuale di tutti i casi confermati, sarà possibile per i SISP avviare le conseguenti inchieste epidemiologiche ed intervenire con le disposizioni di isolamento domiciliare e quarantena)
  • Effettuare un’approfondita indagine epidemiologica per individuare tutti i possibili contatti (Ad ogni caso sospetto, probabile e confermato, i SISP provvedono ad effettuare un’accurata indagine epidemiologica procedendo per centri concentrici ed allargando, per ogni singolo caso, la ricerca all’individuazione oltre che di tutti i possibili contatti “stretti” (familiari e lavorativi) anche di tutti i contatti occasionali (anche definiti come “non stretti” o a basso rischio). E’ necessario che all’interno del Dipartimento di Prevenzione venga definita un unità ad hoc, supportata anche da altri servizi dell’Azienda, che possa garantire l’effettuazione a domicilio di tamponi anche di soggetti paucisintomatici o momentaneamente asintomatici che possono comunque essere potenzialmente collegati ad un cluster)
  • Disporre, per tutti i contatti, le misure di quarantena e isolamento domiciliare fiduciario (Si sottolinea che la misura di Sanità Pubblica da ritenere più efficace al momento è l’estensione dell’isolamento domiciliare fiduciario al fine di interrompere la circolazione del virus. Tutti i contatti così individuati dovranno essere posti in isolamento domiciliare fiduciario (soggetto sintomatico) o in quarantena (soggetto asintomatico). Deve essere sempre comunicato al soggetto interessato come previsto dal DPCM del 8.3.2020, è fatto “divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus.”