Home Veneto Attualità Coronavirus, la voce dal centro di Vo': "Pronti a ripartire"

Coronavirus, la voce dal centro di Vo’: “Pronti a ripartire”

La comunità di Vo’ sta per uscire dall’isolamento dopo 15 giorni di quarantena per il Coronavirus.

C’è voglia di ripartire, ma anche un po’ di preoccupazione per il diffondersi del virus in Italia e la sensazione di essere forse più al sicuro ora che la città è blindata. Questa è l’aria che si respira nella cittadina padovana, così come ce la racconta Katia Zanuso, grafica collaboratrice di Give Emotions e dei mensili La Piazza, che per tutto questo periodo è rimasta confinata dentro la zona rossa veneta.

Come sono state queste due settimane?
“L’isolamento nel mio caso non ha portato ripercussioni nel lavoro, in quanto svolgo la mia attività da casa, quindi sono stata tra quelli avvantaggiati perché a livello lavorativo è cambiato poco o niente. Con le videoconferenze ho potuto svolgere la mia routine quotidiana. Chiaro che questo non vale per molti miei concittadini. Però la sensazione è che dopo 15 giorni di isolamento quasi tutti si sentano quasi più al sicuro qui ormai, più protetti dalla diffusione del virus”.

Come ha reagito la città alla quarantena?
“Al’inizio sembrava una vera e propria incarcerazione e a più di qualcuno non è piaciuto per niente. Poi, dopo qualche giorno, è arrivata una sorta di accettazione,  per cui la gente è passata dalla rabbia alla collaborazione. È tornato lo spirito di comunità, in attesa di avere gli esiti del primo tampone. Poi la paura dell’inizio è man mano diminuita e ora che stiamo facendo tutti il secondo tampone (previsto nell’ambito di uno studio pilota per analizzare la diffusione del virus, ndr) ha fatto sì che persone negative al test tornassero a trovarsi per condividere anche il tempo, con giochi di gruppo, azioni di solidarietà, collaborazione”.

Vo, paura per il lavoro colpito dal Coronavirus

Dal punto di vista lavorativo i tuoi concittadini sono preoccupati?
“Chi è dipendente si sente più tranquillo, è rimasto a casa rassicurato che non avrebbe perso il posto di lavoro. Purtroppo molti professionisti e imprenditori che conosco hanno invece una grossa preoccupazione, perché si sono sentiti esclusi, hanno visto saltare molti ordini e la  paura è che la situazione duri per tanto tempo. Ora l’impegno deve essere di comunicare la forza di volontà e resilienza dei veneti, la nostra capacità di rimboccarci le maniche senza dover aspettare particolari aiuti”.

C’è voglia di ripartire?
“C’è molta speranza e voglia di ripartire, ma adesso bisogna vedere come evolverà la situazione dappertutto. I ristoratori non sanno quanti clienti avranno, non sappiamo se ci sarà un vero ritorno alla normalità”.

Giorgia Gay