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Coronavirus Padova, assessore Bressa: “Tener botta e ripensare al futuro”

L’intervista all’assessore alle Attività produttive e al Commercio del Comune di Padova Antonio Bressa sull’emergenza Coronavirus

Antonio Bressa assessore del Comune di Padova
Antonio Bressa assessore del Comune di Padova

Assessore, come si sta muovendo il Comune di Padova in queste difficili ore?

“Il nostro primo obiettivo è quello di superare l’emergenza sanitaria attraverso le azioni di contenimento e mitigazione dell’epidemia. Ed è anche l’unica via per la ripartenza dell’economia. Per questo le ragioni delle imprese private e quelle della salute pubblica vanno a braccetto in uno sforzo che ci vede tutti uniti verso un unico obiettivo: sconfiggere il virus”.

Quale il passo successivo?

“Quando questo obiettivo sarà raggiunto avremo però bisogno che il nostro mondo delle imprese sia in grado di rialzarsi, ripartire, adattarsi ai tempi nuovi che questa emergenza sta determinando. E per farlo le istituzioni devono essere presenti oggi. Per questo l’Amministrazione Comunale si è subito attivata per sospendere i versamenti di natura tributaria, rinviare i pagamenti delle concessioni di spazi commerciali e soprattutto mettersi al fianco del nostro sistema economico per chiedere a tutti i livelli quell’ossigeno che è necessario per restare in vita e che prende il nome di liquidità. È quello che ci serve per “tenere botta”, come siamo abituati a dire, e a fare, in tante circostanze. C’è una parte infatti di sistema economico e produttivo che resta attivo e che sta assicurando i servizi essenziali e la continuità delle filiere produttive pur tra mille difficoltà, come accade ogni giorno anche all’interno della nostra Zona Industriale o nelle sedi direzionali. E un’altra parte che invece è costretta a fermarsi, per le limitazioni imposte per il contenimento dei contagi o per le conseguenze che queste limitazioni stanno portando con sé. Si pensi solo al capillare tessuto di piccole e medie imprese e attività commerciali che normalmente rendono viva la nostra città ma che senza turismo e possibilità di incontro tra le persone sono alla paralisi completa”.

Cosa serve di più alle categorie economiche cittadine?

“A queste categorie serve la resilienza nel primo caso e tutto il supporto economico nel secondo per arrivare però allo stesso obiettivo: superare questa fase ed avere il tempo di faremergere doti di flessibilità e adattamento, le uniche in grado di farci sopravvivere al cambiamento che il coronavirus ha imposto in tutto noi e che anche a Padova segnerà un nuovo inizio. Perché di questo si tratta, di uno tsunami inaspettato che non è solo una minaccia per la salute, ma un fattore che può rideterminare i consumi in interi settori della nostra economia per tutta la durata della crisi e oltre”.

Da questo momento di difficoltà ne ricaveremo qualcosa di positivo?

“Non sarà infatti semplice, ma potremo far tesoro di un nuovo pat r imoni o che stiamo acquisendo e noi padovani lo stiamo sperimentando bene. Mi riferisco all’idea che l’intelligenza collettiva e la collaborazione tra le persone possono essere un fenomeno molto potente, come il distanziamento sociale anticontagio che stiamo adottando ci sta dimostrando. Un fenomeno, quello dell’intelligenza collettiva, che potremo riutilizzare non solo per fermare la minaccia di oggi, ma per costruire le strade da percorrere domani, quando nuove esigenze fortemente sentite richiameranno l’idea di essere una comunità che può camminare coesa. Allora, appena le condizioni lo permetteranno, usiamo questa nuova capacità e un rinnovato sentimento di unità anche per sostenere e dare forza alla nostra economia locale, così i m p o r t a n – te per offrire opportunità e permetterci di guardare al futuro. Le soluzioni le dobbiamo costruire insieme a partire da ora. Tanto, se avremo battuto il virus, non ci arrenderemo di certo di fronte a questa nuova sfida”.

Matteo Bellomo