Home Veneto Attualità Coronavirus, situazione drammatica nelle case di riposo

Coronavirus, situazione drammatica nelle case di riposo

“C’è un’emergenza mascherine nelle case di riposo, a partire da quelle duramente colpite dall’epidemia del Coronavirus”.

L’allarme lo lancia il segretario generale della Cgil veneta, Christian Ferrari, che sottolinea l’urgenza di dotare il personale di dispositivi omologati, non di succedanei. “Inoltre va garantito l’invio di personale e si devono adottare tutte le soluzioni (anche con spostamenti) che consentano agli ospiti di ricevere tutta l’assistenza necessaria. Qui sotto la dichiarazione” fa sapere il sindacato, che aggiunge: “La situazione nelle strutture sanitarie e nelle case di riposo del Veneto, a partire da Merlara, è drammatica. La Regione deve agire. Servono Dispositivi di protezione per i lavoratori, non le mascherine non omologate; servono operatori; serve intervenire per garantire le cure ai pazienti contagiati e mettere in sicurezza i lavoratori”.

Coronavirus, nella casa di riposo di  Merlara situazione oltre il limite

“Le notizie che ci arrivano dalle strutture sanitarie e dalle case di riposo del Veneto assumono contorni sempre più drammatici” continua Ferrari. In particolare, è sul punto di precipitare la situazione della struttura di Merlara, dove gran parte degli ospiti e almeno la metà del personale sono ormai contagiate secondo quanto riferisce Cgil. “In quest’ultimo caso è urgentissimo intervenire sia con la fornitura di Dispositivi di protezione individuale adeguati e a norma, sia inviando personale per sostituire chi sta manifestando problemi di salute.  Andrebbe anche valutata l’opportunità di spostare gli ospiti in luoghi dove gli siano garantite le cure di cui hanno bisogno e sia evitata un’ulteriore trasmissione del Coronavirus a chi se ne occupa.Non c’è tempo da perdere se si vogliono evitare danni irreparabili a un numero davvero consistente di persone”.

“Purtroppo Merlara non è un caso isolato, molte altre residenze che ospitano anziani e persone fragili stanno arrivando al punto di rottura – insiste Ferrari -. Pur comprendendo perfettamente tutte le difficoltà che a livello nazionale e regionale stiamo attraversando, non possiamo non sottolineare che l’invio di mascherine non omologate non è una soluzione, perché se non sono utilizzabili nei normali luoghi di lavoro, lo sono ancora meno in ambito sanitario e assistenziale”.