Home Veneto Attualità Nuovi fondi per i servizi dei Comuni: i sindaci cantano vittoria

Nuovi fondi per i servizi dei Comuni: i sindaci cantano vittoria

Per una volta i sindaci possono cantare vittoria: le proteste di inizio anno per il drastico taglio al Fondo di solidarietà comunale, che andava a privare di risorse preziose gli enti locali per pagare mense, scuolabus, biblioteche, hanno sortito l’effetto sperato.

Anzi, hanno ribaltato la situazione, visto che per i Comuni veneti, in larga parte penalizzati da una riduzione di quasi 8 milioni, arriva ora un surplus di 2,7 milioni, per effetto dei 100 milioni con cui il Consiglio dei ministri ha rimpinguato il Fondo, raccogliendo le proposte dell’Anci nazionale, su indicazione dell’associazione dei Comuni veneti che il mese scorso aveva organizzato la trasferta romana con i sindaci. L’inversione di rotta, osservano all’Anci, permette così di scongiurare i tagli a servizi essenziali che i Comuni avevano paventato.

La soddisfazione di Anci

“È una vittoria dei sindaci, dei cittadini e del territorio – spiega il presidente di Anci Veneto Mario Conte-. Come Associazione ci siamo mossi per primi e abbiamo ricevuto subito il sostegno di molte altre Anci regionali, come pure dell’Anci Nazionale e dello stesso Sottosegretario al Ministero dell’Interno Achille Variati, che ringrazio per la grande disponibilità al dialogo e la volontà comune di trovare una soluzione”. Ma c’è un altro fronte caldo sul quale l’Anci promette battaglia, il problema del turnover del personale degli enti locali.

“Anche in questo caso tutto parte da una norma, la Manovra di bilancio, – osserva Anci Veneto – che stabilisce nuovi criteri di calcolo per assumere nuovi dipendenti. Si parte infatti dalla media delle entrate nei rendiconti degli ultimi tre anni. Tuttavia, non si tiene conto che nel Veneto alcuni servizi vengono effettuati in forma associata e che la riscossione delle relative tasse non figurava tra le entrate correnti.

Il quadro finanziario risulta perciò sfalsato, a danno di tutti quei Comuni che hanno fatto mille sacrifici per far quadrare i conti e al tempo stesso mantenere i servizi. Gli enti locali veneti sono virtuosi perché non hanno speso un euro in più di quello che potevano e non hanno assunto una persona in più di quante dovevano”. (n.s.)