Home Padovano Bassa Padovana Este: Parco Colli, risorsa per il turismo

Este: Parco Colli, risorsa per il turismo

Ad Este aziende ed esercizi del territorio potranno fregiarsi del simbolo ufficiale del Parco Colli Euganei per l’attività di promozione

Parco Colli
Parco Colli

Un marchio per rendere più forte e riconoscibile l’economia locale. D’ora in pochi aziende ed esercizi del territorio euganeo potranno fregiarsi del logo ufficiale del Parco Colli. Alberghi, hotel, campeggi e bed&breakfast. Ma anche agriturismi, accompagnatori turistici, guide naturalistiche, e poi ovviamente produttori agricoli e consorzi di tutela agroalimentare: queste attività potranno utilizzare il riccio con lo sfondo collinare che rappresenta l’ente euganeo.

Lo sancisce una delibera approvata qualche settimana dall’ente Parco che ha sede a Este. “E’ un’iniziativa che era attesa da molto tempo e ci è stata sollecitata sin dal nostro insediamento -spiega Antonio Scarabello, da qualche tempo vicepresidente del Parco – Di fatto diamo la possibilità utilizzare il logo del Parco Colli a tutti gli operatori economici legati all’agricoltura e al turismo sostenibile”.

Il Parco Colli diventa risorsa che coniuga più valori

Per utilizzare il simbolo dell’ente, gli operatori dovranno riconoscersi nei principi di qualità e sostenibilità propri del Parco Colli, ambiente in cui lavorano e che rappresentano quotidianamente. Il deliberato che concede l’utilizzo del logo è stato predisposto dopo un confronto con le organizzazioni di categoria: associazioni agricole, operatori biologici, produttori Doc, Dop e Docg, operatori certificati attraverso la Carta Europea per il turismo sostenibile, Consorzio Vini Colli Euganei Doc e Biodistretto Colli Euganei.

La delibera chiarisce nello specifico chi può richiedere l’utilizzo del logo: amministrazioni pubbliche, associazioni e altri operatori privati che si impegnino a adottare i temi chiave della Carta Europea per il Turismo Sostenibile; strutture ricettive alberghiere, all’aperto (quindi anche villaggi e campeggi) e complementari (dunque dall’unità abitative ammobiliate fino ai bed&breakfast e i rifugi alpini); le imprese agrituristiche, dagli agriturismi puri vino agli esercizi di pescaturismo e ittiturismo;

i singoli professionisti del settore turistico: animatori, guide turistiche e accompagnatori naturalistici; operatori del settore agricolo ed agroalimentare, dai consorzi alle singole organizzazioni, passando per produttori singoli e imprese di trasformazione e commercializzazione. “L’obiettivo è far diventare gli operatori soggetti promotori del territorio con le loro produzioni, facendo diventare il Parco una risorsa, un traino per le loro attività. Il logo del Parco coniuga in sè tradizione, valori e cultura di queste zone”, sottolinea il vicepresidente.

Nicola Cesaro

Le più lette