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Bassa Padovana, Coldiretti su cimice asiatica: al via il monitoraggio dei frutteti

E’ già attivo da alcune settimane il monitoraggio della cimice asiatica nei frutteti della Bassa Padovana per mettere a punto un efficace “piano di attacco” contro l’insetto alieno che da anni sta minacciando l’agricoltura.

Frutteti
Frutteti

Con il rialzo delle temperature la cimice è già in piena attività e rischia di compromettere il raccolto su centinaia di ettari di coltivazioni, in particolare di frutta, a partire dalle pere e dalle mele, presenti nella Bassa lungo il corso dell’Adige.

L’anno scorso per la provincia di Padova Coldiretti ha stimato danni per quasi 40 milioni di euro su decine di colture, con evidenti difficoltà nel contrastare un insetto alieno che non ha antagonisti naturali. Ora l’iniziativa, avviata in diverse aziende agricole della Bassa Padovana, consiste nel rilevamento sperimentale delle presenze dell’insetto killer sui frutteti, a partire dal melo e pero, nell’area di Castelbaldo, Piacenza d’Adige, Masi, Borgo Veneto, Merlara, solo per citare alcune località.

Obiettivo del monitoraggio – ricorda Coldiretti Padova – è ottenere dati sulla distribuzione e sulla biologia della cimice al fine di intervenire nei momenti opportuni con trattamenti mirati e selettivi in quanto è ormai appurato che, nella lotta alla cimice asiatica come per qualsiasi altro fitofago, questa buona pratica è di fondamentale importanza per poter impostare al meglio gli interventi di difesa e le corrette strategie di contenimento, per renderle efficaci e sostenibili in termini economici ed ambientali.

“Le trappole a feromoni – spiega Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – sono state collocate in diverse aziende agricole per ottenere informazioni utili sul livello d’infestazione delle colture, individuare la presenza degli stadi di sviluppo della cimice asiatica sulle diverse parti della pianta, stimare in modo più corretto, che con i controlli visivi, la presenza dell’insetto. Inoltre, l’iniziativa consente di quantificare le popolazioni che sono più numerose di anno in anno. Queste informazioni – aggiunge Bressan – saranno utili in vista del primo lancio sperimentale della vespa samurai. Il piccolo insetto, delle dimensioni di un millimetro, è stato infatti individuato come il principale antagonista della cimice asiatica e proprio da alcune aziende padovane partirà, tra maggio e giugno, la sperimentazione per osservare come si comporta tra le coltivazioni maggiormente colpite. Il monitoraggio di queste settimane serve anche a stabilire il momento della deposizione delle uova che in seguito dovrebbero essere parassitate dalla vespa samurai. Inoltre stiamo conducendo anche altre prove sperimentali con soluzioni a basso impatto ambientale, impiegate anche nella lotta alla xylella”.

Nella bassa padovana i prodotti più a rischio sono le mele, la cui coltivazione si estende su oltre 360 ettari, per una produzione di circa 18 mila tonnellate e oltre 7 milioni e mezzo di euro di fatturato. Non da meno è minacciata la raccolta delle pere, coltivate su 370 ettari con una produzione di 8.500 tonnellate e un fatturato di 3,4 milioni di euro. Altri 2 milioni di euro vale la coltivazione di pesche, nettarine e kiwi praticata su poco più di 200 ettari.

“Il monitoraggio – conclude Bressan – è fondamentale per studiare il comportamento della cimice asiatica, ormai una vera emergenza per il nostro sistema produttivo. Il via libera alla vespa samurai apre nuove prospettive ma dobbiamo proseguire nella sperimentazione”.

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