Home Veneziano Cavarzere Cavarzere: “Più sicurezza lungo le provinciali su nostri argini”

Cavarzere: “Più sicurezza lungo le provinciali su nostri argini”

Il consigliere di minoranza di Cavarzere sollecita il sindaco Brugnaro alla guida della Città metropolitana di provvedere a ridurre i maggiori pericoli

Argini di Cavarzere
Argini di Cavarzere

“La città metropolitana garantisca la sicurezza lungo le strade provinciali arginali”. La richiesta è del consigliere di minoranza Emanuele Pasquali, che ha presentato un’interrogazione consiliare e ha scritto una lettera all’ente guidato dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

Argini da mettere in sicurezza a Cavarzere, l’ultimo incdente

“Non posso non far presente che nel mese di dicembre 2019 un ragazzo di 44 anni di San Pietro di Cavarzere, papà di 2 bambini e conosciuto da tutti, ha perso la vita lungo la S.P.85 finendo con la propria auto nelle acque gelide del fiume Adige, senza citare altre disgrazie o pericolosi incidenti che si sono succeduti negli anni scorsi” esordisce Pasquali, ricordando anche che “il parroco Don Mario Pinton ha chiesto in maniera ferma e decisa nella sua omelia, che la sicurezza stradale sia inserita come elemento prioritario per la popolazione di Cavarzere”. Quindi, il punto: “Nel tratto di strada in questione non è installato il guard-rail continuativo, ma solo nei tratti di strada “valutati pericolosi”.

Consideriamo che tale arteria corre praticamente sull’argine destro del fiume Adige e in alcuni chilometri è completamente al buio senza illuminazione pubblica”. Per questo Pasquali auspica “che la Città Metropolitana programmi al più presto un intervento di completamento della barriera di protezione (guard rail) con l’installazione dei delineatori normali di margine previsti per le strade a doppio senso di marcia” e chiede che i guard rail “siano posizionati sul tratto di strada provinciale denominata “Gorzone” che collega Cavarzere a Chioggia che è stata oggetto di una riasfaltatura parziale negli scorsi mesi”. Pasquali, infine, fa presente che “questi interventi sono un particolare antidoto contro lo spopolamento delle aree rurali della campagna veneta e un segno tangibile che la sicurezza stradale è al primo posto dell’agenda politico- amministrativa della Città Metropolitana di Venezia”.

Giorgia Gay

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