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Coronavirus, Concommercio Riviera: “Riconquistiamo la fiducia dei consumatori garantendo sicurezza”

Alessandro Biasolo di Confcommercio Città Riviera del Brenta guarda alle fase 2 dell’emergenza sanitaria da Coronavirus e punta a garantire sicurezza

Alessandro Biasolo
Alessandro Biasolo

“Forse ci siamo. Avevamo chiesto con forza una riapertura da farsi prima possibile, pur se graduale e in sicurezza, comunque entro maggio, per dare speranza di sopravvivenza alle imprese, auspicando che i prestiti di sostegno vengano presti erogati e arrivino anche contributi veri. Ora tutti parlano della cosiddetta fase due. Il tanto auspicato allentamento delle misure restrittive consentirà una graduale riapertura delle attività economiche finora sospese e un parziale recupero di libertà di movimento da parte delle persone.”

Alessandro Biasiolo, coordinatore della Confcommercio Città e Riviera del Brenta, tenta di guardare avanti. “Cambieranno le dinamiche di mercato nel rapporto tra domanda e offerta? Dopo due mesi chiusi in casa davanti ai tg e ai bollettini della Protezione Civile, saremo gli stessi di prima? Probabilmente vi saranno reazioni contrapposte. Parte dei cittadini non vedrà l’ora di fare tutto ciò che non si è potuto fare in queste lunghe giornate (e bisognerà vedere in che misura questo tornerà ad essere consentito)… e Vi sarà probabilmente una parte di noi – anziani, i più prudenti, genitori di bimbi piccoli, sofferenti di altre patologie – che non tornerà a muoversi come prima, autolimitandosi all’indispensabile o quasi. E’ infatti certo -come ci ricordano ogni giorno – che dovremo imparare a convivere con il Virus”

“Questo – prosegue l’avvocato Biasiolo – verosimilmente consentirà, al netto delle chiusure definitive, una graduale ripartenza del commercio, dei servizi e – da ultimo – del turismo, in un contesto economico probabilmente caratterizzato da un’offerta superiore alla domanda. Con quali conseguenze? Per rispettare il distanziamento sociale, i commercianti e i pubblici esercizi dovranno ridurre la capacità di accoglienza delle loro attività. E quindi, per tentare di far tornare i conti, dovranno recuperare clientela allargando gli orari di apertura, turnando personale altrimenti inattivo, e rivedere probabilmente anche i prezzi. In questi giorni si parla della possibilità di ampliare i plateatici, ma se a questo non corrisponderà una sospensione/riduzione della tassa occupazione suolo pubblico, i conti non torneranno. Come non torneranno se non si eliminano alla velocità della luce i lacci e lacciuoli che regolano la vita delle imprese e dei professionisti.”

Confcommercio Riviera: conquistare la fiducia dei consumatori

Ma secondo l’Associazione Commercianti della Riviera un altro elemento influenzerà il rapporto tra domanda e offerta: la sicurezza, quella reale e quella percepita.

“Dovremo riconquistarci la fiducia dei clienti, garantendo sicurezza. A tutti. Ai clienti, ai nostri lavoratori, alle nostre famiglie. Dopo quello firmato il 14 marzo scorso con le rappresentanze di imprese e lavoratori, il Governo sta lavorando ad nuovo protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro, che dovrebbe vedere la luce a giorni. Per la sicurezza reale delle nostre imprese sarà fondamentale mettere in atto quanto previsto dal protocollo, rivisitando tutto il processo aziendale ed adottando nuove procedure nell’ottica di evitare il contagio, con l’auspicio che gli adempienti, pur se spesso complessi, siano chiari ed efficaci e non burocratici.”

“Riteniamo però che per i clienti, a maggior ragione se turisti, – conclude il Coordinatore dell’Associazione rivierasca – conterà ancora di più la sicurezza percepita, senza la quale non potrà esserci una fiducia che dia ossigeno alla domanda interna e ai consumi. Ecco allora che il come far percepire la sicurezza, garantita dalle nuove procedure, diventerà decisivo per riconquistare la fiducia dei consumatori. E su questo, si apre un’altra, ulteriore, nuova partita… tutta da giocare. Nella quale le associazioni d’impresa avranno un ruolo fondamentale, quello del supportare e fare sentire alle imprese che non sono sole in questa sfida per riadattarsi e ripartire. Resilienza solidale.”

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