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Coronavirus, Padova. Giordani su fase 2: “Presto un documento per la ripartenza”

Fase 2, il sindaco di Padova Giordani annuncia un piano per gestire le riaperture a partire dal 4 maggio

“A Padova servirà un enorme sforzo, una grande capacità di adattamento e tanta creatività per rimettersi in moto al meglio in quello che sarà il momento della ripresa. Il mio consiglio è di avere grande prudenza, grande rigore, ma, sicuramente come miglior investimento sul futuro avviare da subito e in tutte le forme possibili una fase di forte collaborazione sociale e una responsabilizzazione individuale e collettiva, perché non si potrà vivere di divieti ancora a lungo e il contributo di senso civico e impegno nel garantire le regole da parte di ciascuno diventerà ancora più decisivo nella fase di “convivenza” con la malattia” Questo il commento del sindaco Sergio Giordani sull’annunciata fase 2 riassunta nel Dpcm di ieri sera. “Dobbiamo fidarci delle persone, della loro capacità di autocontrollare i propri comportamenti dentro regole certe, chiare, valide per tutti e che non discriminino nessuno. Io mi fido dei padovani e della loro responsabilità e, con il supporto degli scienziati, penso sarà questa la chiave per far arrivare tempi migliori, specie se col virus, come ormai tutti ci spiegano, dovremo convivere a lungo”.

Da Padova un documento per gestire la fase 2

Nel frattempo, Giordani annuncia che “con gli assessori, da giorni, stiamo lavorando a un documento per la ripartenza che renderemo noto entro venerdì, aperto al contributo della comunità, dopo averne discusso con le forze di maggioranza e anche di opposizione perché nei momenti difficili si ragiona assieme pur nella distinzione dei ruoli”.

Sicurezza e salute pubblica. “Padova dovrà ripartire in sicurezza, nella più attenta osservanza dei protocolli e usando in maniera massiccia i dispositivi di protezione. Come Comune tareremo i nostri servizi il più possibile su questo fondamentale aspetto e col coordinamento di Camera di Commercio e Interporto di Padova stiamo lavorando a una centrale unica di acquisizione di dispositivi di protezione individuale tra le varie Istituzioni per essere efficaci nel proteggere chi dà servizi, chi lavora nel pubblico e le categorie più deboli, senza lasciare indietro nessuno”.

Benessere dei bambini e dei nuclei familiari con figli. “Le persone andranno in ufficio o in fabbrica, ma sono migliaia le famiglie che hanno figli giovanissimi e nelle quali, giustamente, entrambi i genitori lavorano. Su questo non c’è chiarezza se saranno disponibili aiuti, più che auspicabili, da Governo e Regione; quindi intanto dovremo ragionare a strategie locali, anche nell’interesse del benessere psicofisico dei bambini”.

Mobilità. “Col trasporto pubblico che vedrà la sua capacità ridotta in maniera drastica, non possiamo né immaginare che la gente non si sposti, né di paralizzare la città riversando nelle strade centinaia di migliaia di utenti singoli con il proprio mezzo. Dobbiamo incentivare la mobilità elettrica, la ciclabilità; l’accessibilità ordinata ed efficace ai vari poli della città è una sfida su cui lavorare intensamente”.

Crisi economica. “Viviamo una situazione critica che non ha bisogno di grandi spiegazioni, specie per molte categorie: bisogna mettere in campo strategie di supporto per quanto possibile e con l’indispensabile aiuto del Governo per non perdere porzioni intere del piccolo commercio che svolge anche una questione sociale dato che fa vivere oltre al centro anche i nostri quartieri evitando che siano ridotti a semplici dormitori. Bisogna allentare il prima possibile le chiusure, in sicurezza e con tutte le cautele del caso. Senza polemiche facciamo tutti il più grande sforzo per farlo presto e lo ripeto, in sicurezza e con procedure rigorose, altrimenti purtroppo per molte attività l’orizzonte potrebbe essere quello di non riaprire più”.

Solitudine e nuove possibilità di socialità sicura. “Servirà usare tutte le possibilità che offriranno le leggi nazionali, nelle varie fasi, per dare modo di avere momenti di contatto sociale nella massima sicurezza”.

Anziani, povertà nuove fragilità. “E’ una pagina bianca da scrivere, perché non sappiamo ancora quanto e come cambieranno le situazioni delle sacche di indigenza e difficoltà in città. Dalle necessità alimentari, al reinserimento lavorativo, alla cura delle persone sole e anziane all’interno di questa crisi, dovremo immaginare soluzioni concrete pur nei limiti dei conti pubblici che saranno inevitabilmente in grave sofferenza”.

Futuro, cultura, attrattività. “Tutto il lavoro fatto in questi anni per rendere Padova attrattiva non va sprecato, anche perché permetterlo significherebbe rinunciare alla speranza che presto torneremo a godere delle nostre bellezze e ad accogliere turisti e visitatori. Sono necessarie, anche in coordinamento con tutte le Istituzioni della città, strategie di rilancio dell’immagine, innovative e progressivamente coerenti con l’evoluzione della situazione”.