Home Rodigino Provinciale Coronavirus, Rovigo: 439 aziende chiedono di riaprire

Coronavirus, Rovigo: 439 aziende chiedono di riaprire

I sindacati di Rovigo si sono “video incontrati” con il Prefetto per la sicurezza delle aziende polesane

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Prefetto, sindacati e Confindustria, sono stati impegnati in videoconferenza, a discutere sulle sorti delle aziende polesane. Rovigo e provincia vedono tante realtà chiuse con Cassa integrazione straordinaria di almeno 9 mesi, ma in tanti, sempre di più vorrebbero riaprire i battenti. Di questo e di altro hanno parlato ieri pomeriggio, Maddalena De Luca, prefetto di Rovigo, Pieralberto Colombo segretario generale di Cgil, Samuel Scavazzin segretario generale di Cisl, Riccardo Dal Lago segretario generale della Uil.

Assieme a loro erano collegati anche i rappresentanti di Confindustria Venezia-Rovigo, per discutere delle richieste di apertura delle aziende secondo quanto è previsto dal decreto del 25 marzo e dal Dpcm del 22 marzo scorso. Sono ben 439 le aziende polesane che hanno chiesto di riaprire, secondo le varie casistiche previste dai decreti. Il prefetto De Luca ha spiegato che di queste, 56 sono ancora in fase istruttoria, perché giunte da pochi giorni, mentre un centinaio sono già al vaglio finale del prefetto e sono tutte riferite alla lettera D, del Dpcm, ovvero considerate eventualmente funzionali ad assicurare la continuità delle filiere essenziali.

Sono 16 le aziende che hanno decido di sospendere in maniera parziale la loro produzione

16, invece, sono stati i provvedimenti di sospensione parziale perché le aziende interessate avevano solo una parte della propria attività legata alla filiera, mentre ad oggi non ci sono stati provvedimenti di diniego delle autorizzazioni. Al momento sono 5 le aziende autorizzate, perché in ciclo continuo, con rischio di danneggiamento dei macchinari in caso di sospensione delle attività, mentre 8, pure avendo richiesto l’autorizzazione, non ne avevano la necessita per continuare nella loro attività. Altre 8 sono le aziende che hanno chiesto autorizzazione per proseguire la produzione, perché impegnate nel sttore dell’industria dell’aerospazio e della difesa.

Di queste, 3 sono in fase di istruttoria, 4 hanno avuto l’autorizzazione, una ha potuto proseguire l’attività perché non era necessario il via libera della Prefettura. Nel video incontro con la Prefettura, sono stati dati i dati degli interventi dello Spisal, una trentina, tutti senza criticità particolari. I sindacati hanno espresso preoccupazione dato il numero così elevato di richieste e in continua crescita, che finisce per allungare i tempi di riposta, ribadendo che la priorità deve rimanere la garanzia della salute dei lavoratori e conseguentemente di tutta la collettività. Subito dopo la fine delle festività pasquali, ossia nella seconda parte della prossima settimana, le parti si rivedranno ancora, per riprendere il confronto.

Marco Scarazzatti