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Coronavirus, Schiavonia: prende forma l’ospedale da campo del Qatar

Coronavirus, l’ospedale da campo donato dal Qatar prende forma nel parcheggio del nosocomio di Schiavonia

Per vederlo operativo occorrerà attendere il 12 maggio, o forse più, ma il colpo d’occhio è già evidente. L’ospedale da campo del Qatar ha preso ormai forma nel parcheggio dell’ospedale “Madre Teresa” di Schiavonia. Se infatti il corpo principale, oggi, è rappresentato solo da uno “scheletro” metallico, sono già pronte le due tende che serviranno ad accogliere i 24 posti di Terapia intensiva.

Oggi pomeriggio, a visitare il cantiere, è arrivato l’assessore regionale alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin. L’ospedale da campo in via di allestimento a Schiavonia, come ormai è noto, è stato donato dal Qatar, uno degli Stati più ricchi al mondo, alla Regione Veneto.

A bordo dei mastodontici C17 è atterrato anche un ospedale gemello, che è stato dirottato alla Basilicata. Il cantiere fa davvero impressione: occupa una superficie doppia rispetto ai 5.200 metri quadri su cui si attiverà il plesso sanitario mobile. Al lavoro ogni giorno ci sono decine di operai e mezzi: si arriva anche a 70-80 lavoratori in un solo pomeriggio.

In campo c’è soprattutto la Protezione civile del Veneto, coadiuvata in questa fase dal 3° Stormo dell’Aeronautica e dai Vigili del fuoco, che hanno portato in cantiere le loro imponenti autogru. «A noi questo lavoro non costerà davvero nulla: chi opera è infatti qui per volontariato, mentre tutto il materiale è pagato dal Qatar. Quello che non è arrivato in aereo è stato comprato qui, ma comunque finanziato dall’emirato», ha sottolineato Bottacin, avanzando la possibilità che i qatarioti paghino addirittura i letti.

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Coronavirus, ospedale di Schiavonia: ecco il cronoprogramma

Il cronoprogramma prevede che l’ospedale sia pronto entro il 12 maggio, anche se la Regione mette le mani avanti e non esclude ritardi: norme e standard del Qatar differiscono da quelli italiani e dunque ogni tanto si incontra qualche ostacolo che fa perdere tempo. Quando l’allestimento sarà terminato, sotto le maxi-tende del «luxury hospital da campo», come lo ha definito il presidente regionale Luca Zaia, ci saranno almeno 200 posti letto. Di questi, 150 si troveranno sotto la tenda principale da 3 mila metri quadri e saranno riservati alle Malattie infettive, mentre gli altri 24 saranno alloccati nelle due tende laterali minori, che ospiteranno la Terapia intensiva.

Il messaggio che arriva dalla Regione è chiaro: si spera di non dover mai utilizzare questo complesso, che tuttavia è pronto in caso di un ritorno importante di contagi per l’autunno. L’Organizzazione mondiale della Sanità ha già anticipato che il Covid-19 ritornerà prima della fine dell’anno. Che serva o meno, quella in atto è una prova tecnica di montaggio, necessaria per capire le complesse dinamiche di allestimento e soprattutto per far sì, quando arriverà una vera emergenza, la struttura possa effettivamente essere montata in tempi rapidi. Entro il 2021 l’ospedale verrà smontato e messo in magazzino, pronto per eventuali altre emergenze. La Regione ha individuato tre siti in cui, nel frattempo, poter preparare una piastra permanente per accogliere l’ospedale qatariota. ù

Nicola Cesaro

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