Home Veneto Attualità Coronavirus Veneto, la petizione delle estetiste: "Noi più sicure di molti altri"

Coronavirus Veneto, la petizione delle estetiste: “Noi più sicure di molti altri”

Le estetiste non ci stanno e indicono una raccolta firme per riaprire il prima possibile nel rispetto delle norme di contenimento del Coronavirus

Abramo Rubin
Abramo Rubin

“Lavoro nell’estetica e nella ricostruzione unghie da tempo e sono a conoscenza di tutte le sfaccettature del settore, compreso il problema che si protrae da sempre, ossia che non esiste un’associazione di categoria”. A parlare è Abramo Rubin, padovano da 8 anni impegnato a livello lavorativo nel settore estetica che ha lanciato una petizione, che ha riscosso molto successo, in cui chiede direttamente al Premier Conte la riapertura il 4 maggio.

Coronavirus, estetica: raccolte oltre 54mila firme

“Ho fatto questa petizione e ho raccolto, per il momento, oltre 54mila firme, un numero importante, che spero venga preso in considerazione. Ho avuto modo di parlare con il parlamentare Alberto Stefani, nonché sindaco del Comune di Borgoricco, che ha ricevuto tutta la documentazione che mi ha spinto a fare questa raccolta firme e ne parlerà nella sua commissione – dichiara Rubin -. Il problema di base, che non è stato preso in considerazione da chi ha deciso di ritardare la nostra apertura, è che chi si occupa di estetica o onicotecnica è abituato da sempre a convivere con norme igieniche specifiche, basate sulla protezione da malattie molto più gravi del Coronavirus, come HIV o epatite”.

“Il nostro lavoro è pensato per proteggere operatrici e clienti da ogni tipo di trasmissione, poiché è il mestiere stesso che richiede, e sottolineo da sempre, protezioni e norme igieniche specifiche dato il continuo contatto con la pelle che può incorrere al diretto contatto con microabrasioni – continua Rubin -. Un rigido protocollo di sterilizzazione, sanificazione, detersione e decontaminazione è l’abc nel nostro settore. La nostra categoria in primis è abituata da anni a maneggiare disinfettati e dispositivi di protezione individuale e a lavorare in sicurezza”.

“Tutto il movimento dell’estetica si è già adoperato inoltre ad avere, oltre a mascherine e disinfettanti (non commerciali ma presidi medico chirurgici), ulteriori schermi di protezione per gli operatori dell’estetica e divisori in plexiglas tra cliente e professionista, e su questo possiamo dire di essere molto più avanti di altre categorie che invece possono riaprire prima la loro attività – specifica -. Se, come dicono, il rischio ricaduta è elevato, non cambierà molto riaprire subito o il primo di giugno. Ma le nostre attività non possono permettersi un altro mese di chiusura, tanto che alcune non hanno nemmeno percepito i 600 euro. Non si può pensare di contrarre debiti che già a priori si sa di non poter saldare in futuro”.

“Io sono convinto che la maggior parte delle attività a questo punto non abbia bisogno di nessun tipo di aiuto, rendendosi conto che un aiuto concreto non potrà arrivare, ma chiedono solo di dir loro cosa serve e farle riaprire. In questo settore si è molto più sicuri che in altri – conclude Rubin -. Vogliamo una data di riapertura certa e ragionevole: chiediamo indicazioni precise su come dobbiamo adoperarci per poter riaprire, ma soprattutto chiediamo di poter tornare a lavorare, con tutte le precauzioni che riterranno opportune!”.

La Piazzaweb e La Piazza sostengono con convinzione la petizione per far ripartire SUBITO il settore.