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Massanzago, un fiume che unisce

Per il sindaco di Massanzago “è importante conoscere il nostro fiume, le storie che ha attraversato, per amarlo e con il fiume amare chi lo abita e vive”

Il Muson
Il Muson

Attorno a questo corso d’acqua si sono tessute la storia di millenni e le storie delle comunità che nei secoli hanno costruito, proprio lungo il fiume e grazie a esso, la loro identità.

Stiamo parlando del Muson, il fiume protagonista dell’evoluzione del territorio e delle genti tra le province di Treviso e Venezia. Ha unito popolazioni vicine per cultura e valori come emerge dallo studio di Raffaele Roncato nel suo “Muson – Castelli e Villaggi di un’area di confine (Secoli XII-XIV). Ed. Ass. Cult. Paesaggi di Risorgiva” presentato a Zeminiana.

Grande interesse e partecipazione di pubblico per un libro che tratta anche del territorio di Massanzago, di Zeminiana e della sua Pieve. Dopo i saluti del sindaco Stefano Scattolin – “è importante conoscere il nostro fiume, le storie che ha attraversato, per amarlo e con il fiume amare chi lo abita e vive” – e per “Paesaggi di Risorgiva, il presidente Alberto Cherubin, Daniela Innocenti e il professor Corsini, a presentare tema e autore è stato Marco Perin, responsabile dell’Ufficio Cultura di Massanzago. Roncato ha portato un documento, di recente ritrovamento nell’Archivio storico di Padova, che attesta la presenza di un “Castrum” lungo il Muson, dove sorge ancora oggi la chiesa di S. Alessandro. In apertura e chiusura di serata tre giovani musicisti hanno regalato ai presenti momenti in musica. “A Massanzago – ha detto l’autore – il corso del Muson, non più torrentizio, diventa maestoso, quasi solenne nel suo alveo allargato”.

La presenza dell’acqua ha sempre generato energia e capacità di sviluppo, fiere, mercati, luoghi di scambio, e poi le chiese (come quella di Zeminiana che fu chiesa matrice…).

Grande il fascino di un fiume la cui storia diventa storia di castelli e villaggi: acque, pietre, uomini e mestieri (il mugnaio, il fabbro, il taglialegna, il pescatore come Petri Hencelerius di Zeminiana, nel 1250 circa) che ancora parlano, quindi opere di ingegneria. Il Muson è linea di confine, di fortificazioni, da più di 2000 anni, di grandi famiglie (Ezzelini, Da Camposampiero, Tempesta), è via di comunicazione e trasporti tra boschi e foreste (il lupo, via Lovara), di ghiaia e sabbia trasportate che hanno obbligato la Serenissima a ingenti opere di deviazione. A dirla tutta il Muson, sia Vecchio che dei Sassi, è in fondo il vero biglietto da visita del Camposampierese e della sua terra.

Nicoletta Masetto e Giorgia Gay

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