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Padova, Comitato No Rotaie: in arrivo ricorsi

“Il progetto del tram? Calato dall’alto su teste, terreni, attività dei nostri cittadini che non staranno più a guardare”.

Liliana Gori Comitato No Rotaie
Liliana Gori Comitato No Rotaie

Liliana Gori, portavoce del Comitato No Rotaie a Voltabarozzo, è sul piede di guerra. Risiede da anni in quartiere. Ne conosce palmo a palmo ogni via, dalle arterie principali fino agli accessi chiusi.

Padova, parla la portavoce del Comitato No Rotaie

“Abbiamo analizzato tutte le varianti proposte dal Comune – spiega Gori –: nessuna, a nostro avviso, offre sufficienti garanzie a vari livelli. L’impatto del tram su Voltabarozzo è destinato a essere disastroso dal punto di vista ambientale ma, ancor di più, per la sicurezza. Il “mostro”, come ormai lo chiamiamo, sfreccerà lungo stradine e vicoli, sfiorando case, recinzioni e transitando davanti ai passi carrai. Il nostro è un quartiere abitato da tante persone anziane, ma anche da bambini e ragazzi abituati a muoversi, ogni giorno, in autonomia a piedi e in bicicletta. Non sarà più così”. Il Comitato No Rotaie punta ancora una volta il dito contro un mezzo ritenuto inadeguato e obsoleto.

“Il Translohr – aggiunge la portavoce – , vale a dire il tram, è un sistema ormai vecchio, adottato solo da pochissime città al mondo. Come Comitato abbiamo sempre proposto una valida alternativa, depositata nel 2019 pure al Mit: bus elettrici con corsia preferenziale. Una possibilità che lo stesso decreto per il Sir 3 contempla per altri mezzi come il filobus. Fondi in fumo? Una bufala. È solo questione di volontà politica. Il Comune andrà avanti lo stesso? Si troverà inondato di ricorsi, esposti e denunce. Useremo tutte le armi che la legge ci consente”.

(n.m.)