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Padova: uffici postali a rischio chiusura

Serrande abbassate per quattro sportelli degli Uffici postali di Padova: sono quelli di piazza De Gasperi, piazza Zanellato alla Stanga, viale Cavallotti al Bassanello e via Cernaia

Uffici postali Padova
Uffici postali Padova

Sos per gli uffici postali. A rischio chiusura l’ufficio Padova 1 in piazza De Gasperi 30, quello di piazza Zanellato 9 nella Cittadella della Stanga, l’ufficio numero 6 di viale Cavallotti 81 al Bassanello e il Padova 8 di via Cernaia 2.

A dire “no” alle serrande abbassate il sindaco Sergio Giordani e l’assessore al Decentramento Francesca Benciolini che hanno puntato il dito contro la decisione di Poste Italiane di chiudere uffici così importanti per i quartieri. Ferma anche la presa di posizione del presidente della Provincia, Fabio Bui.

Padova, chiusura uffici postali le parole delle istituzioni

“Da mesi stiamo dialogando con l‘azienda per trovare una soluzione che possa conciliare le loro esigenze con quelle della città e dei cittadini – hanno spiegato sindaco e assessore –. A ottobre, durante il primo incontro, ci è stato risposto che si stava pensando a una razionalizzazione, con la chiusura di quattro uffici. Sempre in quell’occasione è stata espressa la volontà di assumere la decisione comunque in modo condiviso. Nel corso del secondo faccia a faccia, a novembre, abbiamo evidenziato alcune criticità e presentato una serie di richieste, emerse dopo il confronto con i presidenti delle consulte interessate e partite proprio dalla conformazione sociale dei nostri quartieri”.

Il Comune ha chiesto che non venga chiuso, in via prioritaria, il Padova 6, in via Cavallotti, ufficio con grande affluenza, in un quartiere di persone anziane e assai distante dal punto più vicino che si trova alla Guizza, oltre il ponte. Tra le altre priorità: orari allungati per più sedi e maggiori garanzie sull’apertura di due nuovi uffici sui quattro promessi: Mandria, Altichiero, via Venezia, via Viotti. “Utilizzeremo tutti gli strumenti istituzionali a nostra disposizione – hanno concluso Giordani e Benciolini –. Siamo convinti che sia necessario un ripensamento per difendere le ragioni del nostro territorio da una scelta che riteniamo sbagliata”. Il Comune ha chiesto, infine, di rivedere alcune sedi, come quella di Montà e Ponte di Brenta, che presentano problemi di vario genere. Sempre all’azienda è stato chiesto un impegno nell’offrire momenti di formazione per i cittadini sulla digitalizzazione di molti servizi.

Nicoletta Masetto