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Primavera e allergie, tutelarsi è possibile

La Primavera sta arrivando e a breve, dopo il letargo invernale, la natura tornerà ad essere protagonista.

Primavera e allergie
Primavera e allergie

Il momento che per la maggior parte delle persone è la più bella stagione dell’anno, per una discreta percentuale di popolazione si trasforma in un vero e proprio incubo. La presenza di pollini nell’aria provoca nelle persone allergiche una serie di disturbi molto fastidiosi, come starnuti a raffica, naso che cola, occhi che lacrimano e che sono sottoposti a congestione e a intenso prurito. Per non parlare di mal di testa e, nei casi più gravi, di tosse, crisi di asma con broncospasmo e problemi respiratori. Appare evidente che chi soffre di allergie abbia la necessità di tutelarsi. Affrontiamo l’argomento con il Dott. Valentino Querzoli, medico specialista in Immunologia e Allergologia Clinica e figura di riferimento per questo preciso ambito all’interno di Centro Medico Rovigo, una delle sedi rodigine del gruppo sanitario Bianalisi.

Dott. Querzoli, è possibile adottare qualche accorgimento per ridurre i fastidi avvertiti dagli allergici?

“Mediante l’utilizzo di una serie di comportamenti è possibile attenuare l’esposizione ai pollini. Si tratta perlopiù di semplici attenzioni, come ad esempio evitare di stendere la biancheria ad asciugare all’esterno ed evitare la permanenza all’aperto nelle ore centrali della giornata, soprattutto nei giorni di sole, con vento e tempo asciutto. Per eventuali passeggiate è bene preferire le prime ore del mattino e comunque, al rientro in casa, effettuare sempre doccia, shampoo e cambio di abito. Durante il periodo della pollinazione è sconsigliato l’uso di lenti a contatto, da sostituire con occhiali. Inoltre, considerando che un prato ben falciato produce una ridotta quantità di polline, se è necessario falciare l’erba è indispensabile l’uso di mascherine e occhiali con filtri adeguati alla protezione totale”.

Qual è il comportamento da seguire tra le mura domestiche? Vi sono altri particolari ai quali prestare attenzione?

“In ambiente domestico si consiglia di dormire con le finestre chiuse o con climatizzatore provvisto di apposito filtro HEPA e di procedere al ricambio d’aria aprendo le finestre la notte o nelle primissime ore del mattino, oppure di utilizzare un depuratore dell’aria con apposito filtro. Inoltre, è utile fare attenzione ad alcuni alimenti: il miele può contenere allergeni di polline al quale si è allergici e alcuni frutti hanno una reattività allergica simile a quella dei pollini di alcune piante, come ad esempio melone, cocomeri, arance, kiwi, sedano, mela, pesca, albicocca, carota, banana, pomodoro”.

Se tutto ciò non dovesse bastare, qual è il passo successivo?

“Nel caso in cui i comportamenti precedentemente indicati non abbiano riportato risultati soddisfacenti, è utile intraprendere un percorso diagnostico-terapeutico tramite consulenza allergologica e test specifici, grazie ai quali l’allergologo potrà opportunamente classificare il tipo di polline responsabile dei disturbi e prescrivere la terapia più adatta”.

In che cosa consistono i test? Sono invasivi?

“I Prick test sono test cutanei assolutamente non invasivi, eseguibili senza problemi anche sui bambini. Sulla zona flessoria dell’avambraccio sono posti degli estratti dei vari pollini e con una piccola lancetta viene punta la cute in corrispondenza della goccia di estratto. Dopo cinque-dieci minuti sarà possibile evidenziare l’eventuale positività del test, svelata dalla formazione di un piccolo pomfo rosso, gonfio e pruriginoso”.

Può darci qualche informazione in merito alle possibili terapie?

“I progressi della medicina aiutano moltissimo gli allergici a superare in maniera sopportabile questo periodo. Gli antistaminici possono essere assunti senza temere effetti collaterali. È necessario fare attenzione all’uso in gravidanza e nei primi mesi di allattamento o nel caso in cui si soffra di alcune patologie (glaucoma, ingrossamenti della prostata, ipertiroidismo, malattie cardiovascolari, pressione alta o diabete), ma da anni è stato ormai superato lo sgradevole effetto della sonnolenza che provocavano le molecole di prima generazione. Un importante aiuto è offerto dai corticosteroidei che, se usati a livello locale con la formulazione in spray o polveri, costituiscono preziose molecole antinfiammatorie e non possono essere accusati di effetti secondari dannosi. Inoltre è attualmente riconosciuto il grande valore terapeutico rappresentato dalla vaccinazione specifica verso il tipo particolare di polline al quale si è allergici. La percentuale di remissione dei sintomi rasenta infatti il 100%. Ovviamente in caso di problemi importanti di tipo respiratorio o in caso di pazienti già asmatici è indispensabile una consulenza d’equipe rappresentata dall’allergologo e dallo specialista pneumologo”.

Dottore, nel caso in cui si comincino ad avvertire i disagi tipici dell’allergia, qual è il percorso idoneo da seguire?

“Il primo passo è rivolgersi con fiducia al medico di famiglia che saprà indirizzare il paziente verso lo specialista più adatto. Sono da evitare il fai da te o i consigli terapeutici basati sul passaparola al bar, potrebbero innescare un processo più dannoso di quello determinato dai pollini”.

Dott. Valentino Querzoli
Specialista in Immunologia e Allergologia Clinica
Riceve presso Centro Medico Rovigo – Bianalisi Veneto
ROVIGO – Tel. 0425 31681
www.centromedicorovigo.it

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