Home Rodigino Delta Avventura e successo per i Free Bikers del Delta

Avventura e successo per i Free Bikers del Delta

A sorprendere maggiormente i bikers del Delta una volta arrivati in Birmania è stata la grande accoglienza con tanto di troupe televisiva mandata dal Governo

Free bikers

Ancora una volta le due ruote dei Free Bikers hanno solcato la terra d’Asia. La meta di quest’anno (conquistata prima che esplodesse l’emergenza coronavirus, ndr) è stato il Myanmar (l’ex Birmania) e i quattro amici cicloturisti Vittorio Cacciatori, Mauro Garbin, Vincenzo Mancin e Mario Mantovan hanno impiegato un anno a preparare il tanto atteso viaggio in contatto con le ambasciate italiana e birmana.

I free bikers del delta raccontano il loro viaggio

Una volta giunti in Myanmar l’accoglienza è stata delle migliori. “Dopo la Thailandia e il Vietnam, per il nostro ventesimo viaggio abbiamo scelto ancora una volta l’accogliente sudest asiatico – hanno raccontato i quattro al loro ritorno.- Dall’arrivo a Mandalay abbiamo toccato le città più storiche dello stato: Bagan con le sue mille pagode che vengono ricoperte dai fedeli con lamine d’oro, il Lago Inle famoso per i pescatori che remano con un piede solo e gli orti in acqua ed infine la capitale Yangon, dove l’ambasciatrice italiana Alessandra Schiavo ci ha accolti come delle vere autorità”.

E tra arte e natura, nel loro percorso i Free Bikers sono stati accompagnati da direttori del Ministero del Turismo e degli Hotel e da una serie di guide turistiche che hanno permesso loro di vedere bellezze nell’entroterra al di fuori del circuito turistico. “Quello che non ci aspettavamo è stata l’ufficialità – hanno aggiunto i quattro –una troupe televisiva mandata dal Governo con sette operatori ci ha seguiti per tutto il viaggio che, partito in sordina, si è rivelato il più sicuro di tutti.

L’aiuto del Ministero è stato fondamentalee con il nostro viaggio abbiamo promosso il turismo in Myanmar visitando villaggi fuori dalle grosse città dove si tenevano delle rievocazioni storiche ed ognuno lavoravanei raccolti di segala. Ed ancora, abbiamo mangiato sulle palafitte, condividendo con chi aveva niente un semplice sorriso”. Oltre a questo la solidarietà, perché la bici può essere strumento di pace, unione di popoli:“Tramite la nostra senatrice Albertina Soliani e l’associazione Italia Birmania abbiamo conosciuto un centro di monaci buddisti che aiutano bambini disagiati dando loro cibo ed una educazione. In più, una domenica ci hanno portato con il missionario don Livio Maggi fuori Yangon ad una messa in lingua tamil e presso un orfanotrofio femminile gestito da delle suore abbiamo fatto un’offerta per i loro studi. Bello anche l’incontro alla facoltà di italianistica dell’Università di Yangon, dove gli studenti si sono cimentati con noi nel loro italiano”.

In terra d’Asia i bikers hanno lasciato materiale del nostro Delta, impegnandosi in uno scambio tra l’Istituto Turistico portovirese e gli studenti birmani. Al loro ritorno, hanno incontrato le amministrazioni comunali di Porto Viro e Porto Tolle, ottenendone un invito a girare per i comuni dell’Ente Parco per presentare la loro impresa.

Fabio Pregnolato

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