Home Politica Azzalin: “Coronavirus e variazione di bilancio, Zaia intervenga anche in Consiglio”

Azzalin: “Coronavirus e variazione di bilancio, Zaia intervenga anche in Consiglio”

L’intervista a Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico

Graziano Azzalin

Consigliere Azzalin, qual è il suo giudizio su come il Veneto ha affrontato l’emergenza coronavirus?

“Dal punto di vista sanitario la situazione è indubbiamente migliore rispetto ad altre realtà, ma le vittime sono comunque più di mille e quindi c’è poco da rallegrarsi. Va fatto un grande plauso allo straordinario lavoro di medici e operatori della sanità, in trincea da mesi. E dobbiamo riconoscere che ha funzionato la strategia dei tamponi a tappeto effettuata a Vo Euganeo, poiché ha permesso di individuare tutti i casi positivi, isolandoli. Certo, è stato possibile perché si tratta di una realtà piccola con poche migliaia di abitanti, ma in ogni caso è andata bene. Ben diverso il quadro delle case di riposo perché ci sono stati troppi contagi e troppi decessi: i lavoratori delle strutture lamentano ritardi nella fornitura dei dispositivi di protezione individuale e la Regione ha provato a fare lo scaricabarile, sebbene sia proprio la giunta, secondo uno schema di convenzione approvato con delibera nel 2018, a doverli garantire. Più in generale da parte del presidente Zaia c’è stata poca chiarezza comunicativa. Il bisogno costante di apparire l’ha portato a dire, anche nel giro di poche ore, tutto e il suo contrario creando maggiore confusione tra i cittadini. Penso per esempio ai tamponi che voleva effettuare per strada o fuori dai supermercati, quando però non c’era la possibilità di farli neanche a tutti gli operatori delle Rsa, dichiarazione ritrattata nel giro di 24 ore. O ancora all’eliminazione del limite dei 200 metri per l’attività motoria a 200 metri dalle abitazioni, salvo lamentarsi di vedere troppa gente in giro, oppure sul lockdown che non esisteva più già a metà aprile. Deve intervenire sempre e dovunque, tranne in Consiglio, l’assemblea rappresentativa dei veneti, dove non lo vediamo mai”.

Ad aprile c’è stata la prima variazione di bilancio, dedicata appunto ai provvedimenti legati all’emergenza coronavirus. La Regione ha preso misure adeguate?

“In apertura dei lavori ho ironizzato proprio sull’assenza di Zaia: forse si vergognava a mettere la faccia su una manovra che definire insufficiente è un complimento. Una variazione di appena 12,8 milioni su un bilancio che vale 16 miliardi: briciole! E non è tutto, perché quasi il 70% di quelle risorse proviene da risparmi del Consiglio. Come si vede, dunque, la Giunta ha fatto uno sforzo minimo, assolutamente inadeguato rispetto a una crisi epocale. Come Partito Democratico abbiamo presentato una corposa manovra per venire incontro alle esigenze di cittadini, lavoratori e imprese. Ad esempio la richiesta di un’indennità di rischio per tutti gli operatori sociosanitari, come già stabilito da altre Regioni. Non basta ringraziarli e definirli eroi, servono gesti concreti. Zaia l’aveva promesso a favore di telecamera, ma nella proposta di legge della Giunta non c’era niente. Così abbiamo depositato noi un ordine del giorno, sottoscritto da tutte le forze di minoranza. Sono stato poi il primo firmatario di altri due Odg: uno sull’importanza di effettuareuna campagna per la vaccinazione antinfluenzale di massa visto che i sintomi del Covid-19 sono simili, almeno nella fase iniziale della malattia e dobbiamo evitare che ci siano ritardi nell’identificazione dei pazienti affetti da coronavirus, in modo da impedire una nuova impennata di contagi. L’altro, invece, riguardava, la necessità di ampliare il Fondo regionale di garanzia per le piccole e medie imprese: due su tre hanno problemi di liquidità e senza aiuti da parte delle istituzioni, per molte di loro la ‘fase 2’ sarà quella della chiusura anziché della ripartenza”.

Gaia Ferrarese