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Casa di Riposo di Bovolenta blindata per salvaguardare ospiti e personale

Un gruppo di operatori ha scelto di rimanere all’interno della residenza per 15 giorni consecutivi, per limitare i contatti esterni della casa di riposo di Bovolenta

Casa di riposo Bovolenta

Da oltre un mese l’attenzione è massima per la casa di riposo di Bovolenta. Agli inizi di aprile il coronavirus ha fatto il suo ingresso nella residenza per anziani, in cui si trovavano 69 ospiti, e si è diffuso rapidamente, arrivando a contagiare una sessantina di persone. La struttura era già chiusa all’esterno da tempo e dopo i primi casi di positività le misure di sicurezza sono state rafforzate. Purtroppo si sono registrati anche alcuni decessi e alcuni ospiti sono stati trasferiti in ospedale. L’Uls 6 Euganea ha subito inviato una task force che ha diviso la struttura in più aree, per tenere separati i pazienti che non risultavano contagiati. La Sereni Orizzonti, che gestisce la residenza, ha tenuto giornalmente i contatti con i familiari, informandoli sull’evoluzione.

Bovolenta, la scelta della casa di riposo

“Gli ospiti risultati positivi sono in gran parte asintomatici, – spiega l’azienda – i restanti presentano invece lievi sintomi”. Una misura ulteriormente rafforzata qualche giorno dopo. “Afronte di questa situazione delicata ma stabile – ha proseguito ‘l’azienda – la direzione di “Sereni Orizzonti” ha deciso di comunicare al Prefetto di Padova, al Sindaco di Bovolenta, alla Uls “Euganea” e alle organizzazioni sindacali l’intenzione di avviare un progetto sperimentale di gestione operativa in emergenza. Quest’ultimo consiste nella permanenza volontaria in struttura, per i prossimi 15 giorni consecutivi, dei dipendenti (coordinatore della struttura, operatori socio-sanitari, infermieri e addetti alle pulizie) che prestavano già servizio presso la RSA. In tal modo possono essere garantiti agli ospiti tutti i servizi necessari.

Questi professionisti riceveranno in busta paga un bonus concordato con l’azienda e la loro assistenza continua avverrà sempre nel rispetto di quanto previsto delle norme in materia di orario di lavoro”. L’iniziativa ricalca il “modello” di chiusura dei cluster, ad esempio del comune di Vo’ e dell’ospedale di Schiavonia, per garantire un controllo serrato dell’andamento delle positività. Periodicamente vengono eseguiti i tamponi. Ogni sera i parenti degli ospiti ricevono una mail dalla coordinatrice della struttura con l’aggiornamento quotidiano e qualche informazione di carattere pratico che riguarda gli anziani. Le comunicazioni, specie le video chiamate, si sono fatte più complicate proprio per la situazione di emergenza ma gli operatori cercano comunque di garantire un contatto, anche per cercare di stemperare le preoccupazioni dei familiari. A portare la solidarietà della comunità il sindaco Anna Pittarello, che ha consegnato con i volontari della Protezione Civile 19 brandine per i lavoratori.

Intanto sulla facciata principale è apparso uno striscione colorato con il messaggio “Andrà tutto bene”, nella speranza che veramente si possa attenuare la morsa del contagio. (n.s.)

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