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Coronavirus: a Legnaro la carità non si ferma, volontari in azione perché nessuno si senta solo

Attivi una serie di servizi che vedono la collaborazione del Comune di Legnaro con la Parrocchia per coprire i bisogni di tutte le fasce d’età durante il Coronavirus

Da sinistra don Alessandro Piran, il sindaco Vincenzo Danieletto e i volontari della parrocchia di Legnaro

#lacaritànonsiferma. È questo lo slogan che accompagna il lavoro della parrocchia San Biagio di Legnaro in questi giorni segnati dall’emergenza da Covid-19. I volontari sono impegnati su più fronti.

I servizi di Legnaro durante il Coronavirus

“Cerchiamo di farlo silenziosamente, comunicando al mondo l’indispensabile. Ma ogni giorno incontriamo volti, intessiamo relazioni (a distanza) che ci suggeriscono il bene che stiamo portando” ha raccontato Fabio Bianchini, responsabile del progetto Focherini-Farmacia della carità (che coinvolge parrocchia, consiglio pastorale e commissione Focherini nella gestione del lascito milionario del defunto farmacista Franco Focherini).

“Papa Francesco – ha ricordato Bianchini – ci ha sempre spinto ad essere chiesa-in-uscita. Cerchiamo, per quanto ci è possibile, di andare incontro con quel che abbiamo e con quel che possiamo. La risposta? Bè, intanto moltissimi volontari. Si sono fatti avanti senza che nessuno chiedesse nulla. Ci hanno raggiunto con messaggi di incoraggiamento e si sono resi disponibili: sono mamme e papà, liberi professionisti, giovani studenti, persone che in questo momento preferiscono “rischiare” un pochino per fare il bene. Incontriamo poi tante fragilità”. Con la Caritas parrocchiale, il Centro di Ascolto Vicariale e i Servizi sociali del Comune i volontari della parrocchia portano generi alimentari e conforto telefonico a chi è più in difficoltà. Sono quasi 30 le famiglie seguite. Legnaro è stato tra i primi Comuni ad avviare un servizio di spesa a domicilio.

Si chiama “La spesa la facciamo noi” e si può richiedere al numero 392.5874798. Circa 30 volontari svolgono quotidianamente dai 5 ai 20 servizi. Fanno la spesa, vanno a ritirare le ricette mediche e in farmacia. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra il Comune e parrocchia coordinata da Fabio Bianchini e Piera Congia, gli educatori che si prendono cura anche del doposcuola parrocchiale (ora sospeso) e che seguono il progetto Focherini. Tra le famiglie raggiunte anche quelle seguite dalla Caritas e dal Centro di ascolto. È attivo anche il servizio “Pronto chi parla?” che offe un sostegno telefonico in questo periodo di permanenza forzata a casa. Oltre agli anziani e alle famiglie indigenti i volontari pensano anche ai più piccoli. “Prima del blocco – racconta Bianchini – abbiamo fatto visita a diverse famiglie iniziando da quelle più vulnerabili. Con l’isolamento abbiamo provveduto a videochiamare tutti, o quasi, i bambini e i ragazzi iscritti al doposcuola. Abbiamo poi invitato tutti a mandarci elaborati creativi in cui potessero raccontare il difficile momento che stanno vivendo”.

Martina Maniero

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