Home Veneziano Chioggia Coronavirus, Chioggia: Don Massimo ce l’ha fatta

Coronavirus, Chioggia: Don Massimo ce l’ha fatta

Dopo un calvario lungo un mese, il parroco di Valli di Chioggia e di Conche, Don Massimo ha avuto la meglio sul Coronavirus. Da qualche settimana è a casa

Don Massimo
Don Massimo

Un calvario lungo un mese. Avrebbe voluto trascorrerla con i fedeli delle sue comunità, sicuramente accompagnandoli e sostenendoli in queste settimane così dure e difficili per tutti. Invece la Quaresima don Massimo Fasolo l’ha trascorsa in ospedale, attaccato a un macchinario, appeso per giorni al sottile confine che divide la vita dalla morte. A Conche e a Valli di Chioggia, per tutto il mese di marzo, sono stati tutti letteralmente sospesi a un filo. Quello della speranza, soprattutto, e della preghiera.

Chioggia: Don Massimo e il calvario del Coronavirus

Quando don Massimo, 61 anni appena e tanta energia da vendere, era stato ricoverato, prima a Piove di Sacco e quindi a Padova, per avere contratto il Coronavirus, le sue condizioni erano davvero critiche. Inizialmente, per alcuni giorni, si era ritirato in canonica perché colpito da una presunta influenza. Molto attivo tra i parrocchiani e anche sui social, era però completamente scomparso. Qualche giorno dopo le suore dell’asilo parrocchiale, con alcuni parrocchiani, tutti preoccupati per il fatto che non rispondesse neppure al telefono, avevano chiesto l’intervento del 118. I sanitari giunti sul posto avevano costatato come don Massimo fosse stato contagiato.

Per due settimane abbondanti è rimasto attaccato al respiratore di Terapia intensiva. Fortunatamente, grazie anche alla somministrazione di un farmaco sperimentale, le sue precarie condizioni sono poi via via migliorate. I tamponi, a fine marzo, hanno finalmente confermato la negatività. Prima di Pasqua è stato dimesso, uscendone molto provato e debole. Mentre era intubato, era sedato ma comunque sempre semicosciente. Davanti gli occhi, notte e giorno, un muro bianco, un tubo in gola e la paura costante di non tornare più a casa. Prima di essere dimesso, dopo settimane di assoluto silenzio, don Massimo è tornato a scrivere sui social. “Dalla mia camera di ospedale di Padova – ha scritto il sacerdote – grazie a Dio, ai medici, a chi mi vuole bene, alle tante preghiere arrivate… al futuro”. A

centinaia i parrocchiani che, visto il post, hanno voluto subito, in maniera virtuale, abbracciarlo ed esprimere la loro gioia. Una vera liberazione.

Alessandro Cesarato

Le più lette