Home Veneziano Chioggia Coronavirus, Chioggia: il lavoro della Rsa Casson in sinergia con il Comune

Coronavirus, Chioggia: il lavoro della Rsa Casson in sinergia con il Comune

A causa dell’ emergenza Coronavirus, il Centro Anziani Felice Federico Casson ha vissuto giornate difficili, ma ora la situazione sta migliorando

Casa di riposo Casson
Casa di riposo Casson

Come se non bastasse l’emergenza sanitaria, a rendere ancora più pesanti queste ultime ore si sono aggiunte le copiose polemiche sollevate da alcuni esponenti politici locali; che poco giovano ai soggetti che combattono questa battaglia in prima linea.

Lasciando che la politica continui a esercitare l’innegabile diritto di opinione, abbiamo chiesto ad Andrea Zennaro, il presidente del Cda dell’Ipab una “fotografia” della situazione attuale.

Come sta affrontando la vostra struttura il problema Coronavirus? Sono state messe in atto specifiche procedure per la gestione del rischio?

“La casa di riposo fin da subito, ben prima del decreto regionale in cui si invitava a chiudere i centri diurni e dopo di conseguenza la struttura stessa, si è prodigata per annullare le entrate da parte di “estranei” così da preservare la salute dei propri ospiti, persone fragili sia a livello fisico ma sopratutto a livello mentale. La casa di riposo ha chiuso ogni ingresso in tempi non sospetti, ben prima delle restrizioni di Conte. È stato fatto tutto quello che era possibile fare affinché il virus non entrasse ma purtroppo il virus è subdolo, si insinua e corre veloce”.

Come stanno reagendo i pazienti a questa sorta di isolamento forzato? Vengono organizzati colloqui con i familiari?

“Con i tablet abbiamo cercato di far pesare il meno possibile sull’ospite questo isolamento, questo tramite videochiamate. Gli anziani stanno vivendo una situazione difficile non tanto a livello fisico ma a livello mentale, stiamo cercando di fare in modo che questo momento lo vivino in modo più leggero possibile”.

Questione tamponi: ne sono stati fatti?

“La questione dei tamponi è un punto dolente, pianificati per domenica 29 marzo, proprio in quella giornata abbiamo avuto il primo caso di positività. Quindi il 29 sono iniziati i tamponi, abbiamo dato priorità a tutti gli ospiti e dopo, nei due giorni seguenti, a tutti i dipendenti. Ad oggi gli esiti sono arrivati solo in parte. Il problema non è l’anziano in sé, ma la sua gestione. Deve infatti sempre essere garantito un numero di operatori sufficienti per i bisogni essenziali del soggetto”.

Infatti veniamo al capitolo operatori sanitari…

“In sinergia con il Comune, abbiamo pensato di offrire alloggio in ostello o in altre strutture a tutti quegli operatori che, seppure negativi al tampone, preferiscono garantire la massima sicurezza alle proprie famiglie e quindi alla comunità intera”.

C’è qualche ringraziamento particolare che ti senti di fare in lunghe giornate?

“Voglio ringraziare tutto lo staff che in queste giornate ci sta mettendo l’anima e il cuore; lavorare in una casa di riposo deve essere una missione e non è così scontato che lo sia per tutti ”.

Luca Rapacciuolo

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