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Coronavirus, ex ospedale di Monselice dibattito sulla riapertura

Mobilitazione popolare per rimettere in funzione la struttura di Monselice, anche i sindaci chiedono più spazi per la sanità locale

Ex ospedale Monselice

Un ospedale per la Bassa Padovana. Questo il cuore della mobilitazione per la riapertura dell’ex ospedale di Monselice. La richiesta è nata sulla scorta delle scelte regionali che hanno designato la struttura sanitaria di Schiavonia come centro covid di riferimento per il distretto.

Il dibattito sulla riapertura dell’ex ospedale di Monselice

La decisione della Regione, arrivata a metà marzo dopo una breve riapertura del nosocomio, ha creato sin da subito un acceso dibattito tra i cittadini e gli amministratori locali. Dibattito sfociato, poi, in una mobilitazione virtuale per spingere alla riapertura dell’ospedale della Rocca. Il gruppo facebook “Riapriamo un ospedale per la Bassa Padovana” ha raccolto in breve tempo quasi 12 mila iscritti, sintomo che la questione è molto sentita.

L’intento del movimento è quello di restituire un ospedale ai quasi 200mila utenti che prima facevano capo a Schiavonia e che ora devono rivolgersi a Piove di Sacco, Camposampiero e Cittadella per le patologie non riconducibili al coronavirus. A far ben sperare Amministrazione e cittadinanza, la notizia che i vecchi ospedali sarebbero stati oggetto di sopralluogo da parte dei tecnici dell’Ulss e della Protezione civile regionale. “L’ex ospedale di Monselice nel giro di 4-5 giorni grazie a operai specializzati è stato risistemato anche a livello impiantistico, realizzando un padiglione che può contenere circa 240 posti letto” spiega il sindaco di Monselice, Giorgia Bedin.

Anche la conferenza dei Sindaci, di cui Bedin è Presidente esecutivo, ha indirizzato una richiesta agli organi preposti per rimettere in funzione il nosocomio locale con un pronto soccorso e relativi reparti di emergenza. A oggi, dopo la comunicazione della riapertura graduale di Schiavonia, la regione sembra avere le idee chiare sul futuro dell’ex ospedale: ospiterà i pazienti affetti da coronavirus dimessi ma che devono concludere la quarantena. Ma non è ancora detta l’ultima parola.

Martina Toso

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