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Coronavirus: nella Riviera del Brenta e nel Miranese la convivenza forzata fa aumentare le tensioni famigliari

Nell’area della Riviera del Brenta e del miranese l’emergenza sanitaria fa aumentare le tensioni famigliari: più separazioni in violenza fra le mura di casa. A registrarlo sono gli avvocati dell’area e anche gli sportelli anti violenza come quello di Mira.

Violenza
Violenza

Molte coppie che già non funzionavano, convivendo forzatamente, a causa della mancanza di lavoro, hanno deciso di lasciarsi definitivamente. Cioè la convivenza forzata invece di smussare gli angoli,la tensione l’ha acuita.

Tensioni famigliari: oltre al Coronavirus le difficoltà economiche

Fra le situazioni che i legali registrano c’è quella complicata dall’aggravamento delle difficoltà economiche: in tanti casi di separazioni in cui per impossibilità di avere reddito, ad esempio i padri, questi non riescono più a dare il mantenimento a moglie e figli. Intanto, oltre alle separazioni, viene tenuto sotto controllo nel comprensorio pure il problema dell’aumento della violenza fra le mura domestiche. Il centro Antiviolenza Estia a Mira, nelle scorse settimane aveva lanciato un appello e invitava le donne se subiscono soprusi, a chiamare il servizio nei momenti in cui possono denunciare. E cioè l’invito a farlo è quando sono sole o in sicurezza.

“Purtroppo-sottolinea l’assessore alla politiche Sociali del Comune di Mira Chiara Poppi – la situazione è preoccupante . Dopo un primo periodo di chiusura completa all’interno delle case, da metà aprile in poi ci sono stati oltre una decina di contatti di donne in difficoltà sotto il profilo della violenza di genere”. Il rischio è che le donne non possano denunciare violenze o soprusi perchè sotto stretto controllo di mariti e conviventi. Il centro Estia ha distribuito in queste settimane nei supermercati edicole o farmacie della Riviera, dei volantini informativi. Il messaggio è chiaro: se qualche persona avrà bisogno di aiuto, potrà chiamare il 3497570892 il lunedì dalle 10 alle 11 il mercoledì dalle 9. 30 alle 13 il giovedì dalle 11 alle 18 e il venerdì dalle 10 alle 11.

Alessandro Abbadir

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