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Coronavirus Padova, Bressa: “Occupazione suolo pubblico gratis a bar e ristoranti che dovranno aumentare le dimensioni del plateatico”

Continua l’impegno per sostenere le attività commerciali della città messe in difficoltà dalla prolungata chiusura e che dovranno affrontare una ripartenza complicata dalle nuove norme di sicurezza previste, a partire dall’obbligo di distanziamento.

Antonio Bressa
Antonio Bressa

Spiega l’ assessore al commercio e attività produttive Antonio Bressa: “Un primo dato è ormai assodato. È previsto l’azzeramento del canone di occupazione suolo pubblico per tutto il periodo di lockdown in favore delle attività chiuse per decreto. Guardiamo poi alle prossime scadenze. La prima è quella del 16 maggio, data per la quale è stata spostata la prima rata Tari di quest’anno. Proporrò alla Giunta un nuovo posticipo per le attività che hanno subito lo stop. Questo ci serve per prendere tempo in attesa che l’Autorità Nazionale o il Governo individuino le modalità per sgravare l’imposta sui rifiuti a queste imprese.

Poi c’è il lavoro sulla Fase 2 e su questo una cosa la possiamo dire con certezza. Tutto lo spazio pubblico che sarà necessario per adattare le dimensioni dei plateatici alle disposizioni di distanziamento sociale lo daremo gratuitamente.

E c’è anche di più. Insieme al Sindaco Giordani stiamo mettendo a punto una vera e propria manovra economica a favore dell’economia locale. Se con il prossimo decreto Aprile saranno confermati gli stanziamenti nei confronti del Comune potremo spingerci anche oltre ed ad operare importanti diminuzioni delle imposte locali sui settori più colpiti sgravando ancora l’imposta sul suolo pubblico ma anche concertando con le associazioni di categoria ogni altro intervento necessario per dare ossigeno a quel tessuto di attività commerciali locali che rappresentano la vita della nostra città”.

Coronavirus Padova, suolo pubblico gratis: parla il sindaco Giordani

Il sindaco Sergio Giordani sottolinea: “Cerchermo di fare quanto nelle nostre concrete possibilità per dare un sostegno, con una pluralità di strumenti, al tessuto economico della città. Ripartire con attività che non riescono a riapire significherebbe impoverire non solo il commercio ma anche tutto il nostro tessuto sociale specie nei quartieri, se pensiamo alla valenza che in questa emergenza hanno assunto e avranno sempre di più gli esercizi di vicinato. Speriamo in questo di essere adeguatamente supportati anche dalle necessarie misure statali perché come ho già detto con onestà alla città ad oggi il nostro Comune, pur tra i più virtuosi d’Italia, ha una situazione di bilancio che ha subito significativi contraccolpi dall’epidemia”