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Coronavirus: Padova dimostra di essere una vera capitale europea del volontariato

Durante l’emergenza Coronavirus Padova dimostra di essere una vera capitale europea del volontariato. Al via il progetto “Per Padova noi ci siamo”

Padova volontariato

La “fase 2” legata all’emergenza che ha preso il via il 4 maggio scorso, nell’ambito di Padova capitale europea del volontariato si traduce nella “fase 1+1=3” perchè la portata relazionale del volontariato è un valore aggiunto che moltiplica i benefici e perchè la nuova fase si fonda su tre elementi indispensabili:
1) il protagonismo del volontariato e delle organizzazioni del Terzo settore nel dare le risposte ai bisogni della nuova fase dell’emergenza attraverso il progetto “Per Padova noi ci siamo”;
2) il coordinamento e la collaborazione tra CSV, Comune e Diocesi e moltissime organizzazioni profit e no profit. Un elemento che già nella prima fase si è dimostrato vincente e che ora diventa caratteristica strutturale che permette la gestione dell’emergenza e pone le basi per una nuova modalità di lavoro;
3) il terzo elemento è un grande percorso culturale – denominato “Ripensiamo insieme l’Italia” che farà della nostra città quel laboratorio di sperimentazione e produzione culturale utile al Paese e all’Europa nell’individuazione di prassi e modalità per la ricostruzione dei tessuti sociali ed economici.

Nella nuova fase il progetto “Per Padova noi ci siamo” di CSV, Comune e Diocesi continua con l’azione immediata di risposta alle emergenze, distribuzione generi di prima necessità e individuazione di azioni di sostegno dei soggetti più deboli, e si implementa di nuove azioni di supporto alla delicata fase di riapertura.

I volontari che hanno dato disponibilità a continuare la loro azione – ad oggi più di 500 – saranno impiegati infatti anche per l’apertura e la sorveglianza dei 32 parchi pubblici del Comune di Padova riaperti da lunedì 4 maggio. I volontari avranno un ruolo di supervisione per evitare assembramenti e saranno attivi 7 giorni su 7 dalle 11 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.
Per dare risposta ai bisogni dei bambini e degli studenti – e garantire un sostegno alle famiglie nelle quali i genitori hanno ripreso il lavoro – si stanno cercando spazi utili per i centri estivi e riavviare la scuola, contando su associazioni, parrocchie e cooperative grazie al coordinamento dell’assessorato all’Istruzione.
Con l’esaurimento dei buoni spesa, i beni di prima necessità saranno garantiti grazie alle spese solidali che i cittadini possono continuare a fare in 69 punti vendita della grande distribuzione – Alì, Despar, Pam, NaturaSì, Coldiretti, Tigotà e Lidl – implementate con fondi del progetto. Tutta la merce raccolta dai volontari, viene stoccata in 6 magazzini, uno per quartiere e poi distribuita sulla base delle richieste che pervengono al numero dedicato 0492323009. Nella nuova fase il coordinamento delle operazioni di consegna delle spese sarà gestito direttamente dalle associazioni di volontariato che, con il DPCM del 26 aprile, hanno potuto riprendere le attività.
Prosegue anche l’accoglienza delle 52 persone senza dimora presso “Casa Arcella”, in collaborazione con la Caritas diocesana: una esperienza di accoglienza notturna e diurna che sta facendo pensare a nuovi percorsi di inserimento sociale per le persone in situazioni di grave emarginazione.

Emanuele Alecci, Presidente del CSV Padova

“Con il progetto “Per Padova noi ci siamo” siamo riusciti fin dai primi giorni ad attivarci per non dimenticare le persone più fragili delle nostre comunità e mettere in pratica il nostro essere capitale europea del volontariato. Con la grande risposta dei volontari e delle associazioni e la collaborazione con Comune e Diocesi e il mondo profit abbiamo garantito risposte concrete. Siamo orgogliosi che il “modello” che abbiamo costruito abbia permesso, da subito, di integrare le disponibilità del Governo. A livello locale è interessante che a partire dal progetto si siano sviluppate moltissime azioni spontanee, come le Connessioni solidali condivise (disponibilità di reti wi-fi condivise per i minori che non riescono ad accedere alla didattica a distanza) e l’omaggio di libri insieme alle spese grazie alla disponibilità di MontàLegge ed altre associazioni di lettura. E’ molto interessante anche il confronto a livello europeo che si è sviluppato fin dalle prime settimane. E’ stato infatti avviato un raccordo con le municipalità di Berlino e di Kosice per la replicabilità del “modello Padova” nei loro territori, e anche Volountering Ireland e Volountering Scotland sono in contatto con il Centro Servizio Volontariato per studiare la replicabilità delle azioni realizzate. Il nostro impegno concreto per la fase “1+1=3” continua con il coinvolgimento sempre crescente delle associazioni e a questo si affianca un grande percorso di rielaborazione culturale che si concretizzerà in una raccolta di testimonianze e contributi a livello locale, nazionale ed europeo e in un confronto fra tutte le componenti sociali”.

Niccolò Gennaro, Direttore CSV Padova

“Questa esperienza ha evidenziato un tessuto sociale solidale incredibile. Tutti i dati presentati raccontano solo in parte la ricchezza di relazioni, emozioni e collaborazioni nate negli ultimi due mesi. Un elemento che tengo a sottolineare è dato dall’altissimo numero di persone che hanno dato disponibilità. Più di 1600 cittadini coinvolti come volontari attivi, di cui oltre la metà senza precedenti esperienze di volontariato e ben il 69% al di sotto dei 44 anni. Un elemento molto interessante che stiamo analizzando grazie ad una ricerca in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell’Università degli studi di Padova per delineare i profili e le aspettative di questi nuovi volontari e capitalizzare la loro disponibilità”.

Cristina Piva, assessora al volontariato del Comune di Padova

“Ripensare insieme l’Italia” è il nuovo percorso di Padova Capitale del Volontariato. Significa passare dalla teoria alla pratica in questa fase che ci ha sorpresi e colpiti così duramente. Significa, in questo nuovo corso, caricarsi sulle spalle la necessità di cambiamento ed essere in grado di generare nuovi stili di vita ed impatto sociale. Serve un volontariato delle idee e della sperimentazione per trovare il modo giusto di vivere con e nella Comunità. Il nuovo Welfare di comunità generato dal nuovo corso di Padova Capitale del Volontariato deve diventare occasione di ripensamento per guardare al futuro con nuovi schemi interpretativi”.

Don Luca Facco, direttore Caritas diocesana

“Questa importantissima collaborazione, nel rispetto della specificità di ciascuno, è il valore principale di questo progetto. La collaborazione dei volontari è stato un elemento arricchente perchè si sono incontrati e contaminati mondi diversi con un obiettivo comune e le testimonianze degli ospiti sono molto positive. Nella fase 2 possiamo andare a conoscere meglio le persone accolte, grazie ad un tavolo di collaborazione tra più soggetti diversi, per capire la situazione delle persone senza dimora e inoltre migliorare la sinergia per la consegna dei pacchi alimentari”.