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Coronavirus, Polesine: la fortuna di essere ultimi

Il Polesine ha il minor numero di positivi al coronavirus

Da sempre il Polesine è visto come la Cenerentola del Veneto. In ogni classifica c’è una sfida con Belluno, provincia che si trova agli antipodi ma che pur avendo condizioni morfologiche diverse (da noi il mare, da loro la montagna), presenta le stesse caratteristiche economiche.

Coronavirus, Polesine: all’ultimo posto per i contagi

Mai come questa volta però i polesani sono stati orgogliosi del loro ultimo posto, ben distanti dalla vicina provincia di Padova (la prima colpita dal Coronavirus, con il paese di Vò Euganeo), ma anche da quelle di Treviso, Venezia, Verona, Vicenza e appunto Belluno. E così mentre ogni giorno, a partire da fine febbraio, è andato in onda un vero e proprio bollettino di guerra, con numeri di contagiati affiancati da quelli delle persone decedute, nel territorio di Rovigo e dintorni, si scopriva di essere quasi “immuni” a questo grande pericolo.

Il Polesine quindi ha scoperto di essere un’isola felice, non solo a livello regionale, ma anche italiano. Questo nonostante Rovigo sia la provincia con la fascia anziana più alta di tutti. L’ultimo posto nei casi positivi e nei decessi è dovuto al fatto che siamo un territorio molto esteso, con densità abitativa molto bassa (basti pensare che la sola Padova città fa più abitanti di tutta la nostra provincia), che abbiamo un clima umido (proprio la tanto vituperata umidità stavolta ci è stata utile) e abbiamo la possibilità di avere due corsi d’acqua molto importanti (Adige e Po) abbinati a un terzo (il Canalbianco), oltre al fatto di essere poco cementificati e con tanto verde.

Marco Scarazzatti

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