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Coronavirus Rovigo: circo bloccato dalle ordinanze

Doveva esibirsi a marzo, ma è rimasto bloccato in città. Ha ricevuto alimenti per animali e persone. Busnelli: “Grazie per il sostegno ricevuto”. E a Rovigo intanto sono nati un pony ed una capretta

Rovigo

Il circo “Busnelli Niuman” bloccato a Rovigo dalle ordinanze governative, aveva appena debuttato, quando per l’emergenza Coronavirus, non ha potuto proseguire i suoi spettacoli che erano stati programmati a marzo nel capoluogo polesano, in una zona del centro commerciale di Borsea.

Per un circo come quello della famiglia Busnelli, che non vive di aiuti statali, ma del proprio lavoro, attraverso i propri spettacoli, l’emergenzia si è fatta subito sentire, non solo per gli artisti, ma anche per sfamare i numerosi animali, una cinquantina, che vivono da sempre con loro. Nel circo ci sono cavalli, poni, cammelli, tigri, lama, struzzi, cani dalmata, oche e caprette. La solidarietà di Rovigo non si è fatta però attendere. Ciò grazie all’associazione “Bandiera Gialla” presieduta da Davide Sergio Rossi, attraverso l’interessamento del parroco di Borsea don Silvio Baccaro e dai volontari locali Susanna Carlesso e Dino Previato.

Parla il direttore del circo bloccato a Rovigo

“Ringraziamo sentitamente tutti coloro che ci stanno aiutando – afferma il direttore David Busnelli a nome dei circensi, una truope di diciotto persone, tra artisti e personale-.Non abbiamo chiesto aiuti, spontanemente si sono mosse diverse persone che tra le difficoltà della situazione non si sono dimenticate del circo e ci stanno sostenendo, in primis don Silvio e Bandiera Gialla, che forniscono frutta e verdura per persone e animali, ma anche il comune di Rovigo inviandoci del fieno”. Agli attacchi della Lav (lega anti vivisezione) sull’arrivo del circo in città in febbraio, i circensi rispondono: “Siamo rimasti scioccati sentendo le accuse di un’associazione importante come la Lav che non sia informata che noi circensi non facciamo più saltare gli animali, come tigri e leoni, attraverso il cerchio di fuoco da oltre vent’anni, perché c’è il divieto assoluto. Abbiamo anche noi le nostre regole da seguire e alcune cose le possiamo fare, altre no – spiega Busnelli- addirittura ho letto di un orso che balla. In Italia non ho mai visto e non esiste un circo dove ci sia un orso, inoltre non ci sono più i circhi dove l’elefante sta in piedi con una zampa, perché anche l’era del circo è cambiata”.

“I nostri animali sono nati in cattività e vivono con noi da generazioni” sottolinea Busnelli. Ed ancora: ”Il servizio veterinario dell’Ulss 5 è venuto tre volte in una settimana a fare il controllo sul benessere dei nostri animali. Ci hanno rilasciato anche i verbali. In tutte le nostre trasferte, da tanti anni, mi posso vantare di non avere mai avuto segnalazioni di malessere o di maltrattamento degli animali. Siamo consapevoli che sono il nostro patrimonio, ci accompagnano nei nostri viaggi che facciamo con passione. Noi, stando con gli animali, non facciamo vacanze perché siamo sempre con loro tutto il giorno”. “Si riproducono da più generazioni, proprio a Rovigo è nato un pony, battezzato con il nome di questa città, poi una capretta, mentre aspettiamo il prossimo lieto evento da una nidiata di un’oca”. In questi lunghi giorni siamo chiusi come da indicazioni date per la vicenda del Coronavirus e non abbiamo visto nessuno degli animalisti venire qui a chiederci se i nostri animali avevano bisogno di qualcosa. “A chiunque volesse dare un’aiuto a noi e ai nostri animali – conclude Busnelli- non chiediamo assolutamente denaro, ma accettiamo più che volentieri viveri o mangime, fieno per gli animali e carne per le tigri che in genere si alimentano di pollo o tacchino o manzo”.

Roberto Marangoni

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