Home Veneziano Riviera del Brenta Inceneritore, il Comune di Dolo vuole chiarezza

Inceneritore, il Comune di Dolo vuole chiarezza

L’impianto di Fusina è sotto accusa da parte dei comitati. L’ente locale chiede valutazioni attente su immissioni gassose e ricadute al suolo

Inceneritore

Nonostante l’attenzione fosse principalmente rivolta all’emergenza sanitaria, non è stata accantonata la questione nelle scorse settimane, da parte dei comitati e del fronte del No, della riconversione e potenziamento da parte di Veritas dell’inceneritore di Fusina.

Riconversione che comitati vogliono osteggiare con iniziative di protesta. In modo meno critico ma più costruttivo anche il Comune di Dolo con il sindaco Alberto Polo ha inteso soffermarsi sulle problematiche legate alla struttura, approvando, l’ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare “Dolo Democratica – Alberto Polo Sindaco”denominato “Ecoprogetto Venezia srl – Polo impiantistico di Fusina per la gestione dei rifiuti – progetto di aggiornamento tecnologico”.

Il Comune ha inviato una richiesta alla Regione di chiarimenti, partendo da alcune considerazioni, in particolare se: “il confinamento in discarica è sinonimo di erronea gestione del problema rifiuti poiché sta a significare la rinuncia ad un recupero di materiali e di energia provocando al contempo degrado ambientale”.

Le domande del Comune di Dolo sull’inceneritore

Accogliendo le tesi dell’ordine del giorno, il Comune ha quindi posto alcune domande quali: “L’impianto è dimensionato correttamente, per favorire le ottimali condizioni di combustione minimizzando l’emissione all’aria dei prodotti di combustione intermedia, con le attuali necessità di smaltimento del bacino Venezia ambiente? Soprattutto, l’impianto risulterà dimensionato anche nel medio e lungo periodo? Come sarà gestita la derivante sovraproduzione di sovallo? Sul controllo delle emissioni gassose sarebbe buona norma prevedere una pianificazione e riesami dei sistemi di monitoraggio ambientale e per una corretta valutazione delle ricadute degli inquinanti sul suolo, il progetto dovrebbe essere integrato con un accurato studio sull’impatto analizzando diverse distanze dall’impianto, calcolando anche l’impatto cumulativo tra l’esistente e l’impianto inserito in quell’ambiente”. Per finire con:“dal parere dell’ Ulss3 si rileva una carenza nella valutazione di impatto nel periodo di coesistenza dell’impianto progettato e la centrale Andrea Palladio, così come manca una valutazione di impatto nell’area in relazione all’inquinamento ambientale”.

A fronte di queste valutazioni è stato inviato dal Comune alla Regione il documento integrale contenente le osservazioni e le richieste di chiarimenti raccolte in sede di commissione ambiente, anche con la partecipazione di Veritas e del consiglio di bacino Venezia ambiente.

Lino Perini

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