Home Trevigiano Istrana: “Mi manca la mia scuola”

Istrana: “Mi manca la mia scuola”

Il piccolo Riccardo di Istrana racconta in un tema come sta vivendo, e i suoi compagni di scuola come lui, questo periodo di restrizioni a causa del virus

“Mi mancano i miei compagni di classe i loro sorrisi, le loro emozioni e il raccontarci la quotidianità. Mi mancano anche i professori”. Lui è Riccardo e il suo testo, diffuso dalla professoressa della scuola media di Istrana dove è iscritto al secondo anno, racconta il punto di vista condiviso da molti studenti nelle giornate di quarantena forzata. Una realtà che, se per gli adulti viene vissuta sotto il profilo del non poter andare a lavorare, per i più piccoli, come per Riccardo, viene racconta con un occhio diverso, quello di non poter uscire, non poter giocare all’aria aperta, non poter andare a fare l’allenamento di calcio e anche, non poter andare a scuola. Perché, se all’inizio lo stare a casa sembrava una vacanza, ora anche ai ragazzi manca la propria quotidianità fatta proprio dall’andare in classe ogni mattina, seguire le lezioni, essere interrogati e fare le verifiche.

“Ormai sono numerosi giorni che non andiamo a scuola – scrive nel suo tema –. All’inizio mi sembrava di essere in vacanza e che tutto fosse un gran divertimento poi, con il passare del tempo e ascoltando tutti i giorni il telegiornale, ho capito che questo virus è veramente un nemico da sconfiggere e il tutto è diventato un’angoscia per me ma penso anche per tutti i cittadini”. La consapevolezza della malattia e della pandemia in atto fa sentire a Riccardo e ai suoi compagni la mancanza delle piccole cose.

“Mi mancano anche i professori che con le loro conoscenze ogni giorno ci aiutano ad acquisire nuove competenze e a sviluppare le abilità relazionali. Il tempo da trascorrere in casa è moltissimo, durante alcuni momenti della giornata utilizzo la playstation e il telefonino ma gioco pochissimo perché sono impegnato a seguire le lezioni virtuali”, ammette. I professori in questi giorni caricano dell’istituto numerose lezioni cercando di far, ognuno con il proprio metodo, sentire la loro vicinanza agli studenti anche inserendo video, audio, forum di confronto e consigli su come affrontare i compiti. “Il programma che usiamo è bello, riesco a stare aggiornato nello studio e a leggere i commenti dei miei compagni – scrive ancora Riccardo – ,ma il punto negativo è non sentire le spiegazioni dalla voce dei miei insegnanti che rispondono tempestivamente ai miei dubbi. Mi manca incontrare ogni mattina i miei amici e parlare con loro dell’esito delle verifiche e delle interrogazioni. Sembra strano, mi manca il suono della campanella che scandiva le ore e mi annunciava la fine dell’attività scolastica e il momento del ritrovo con i miei compagni”.

Lucia Russo

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