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Mira, aumenta la povertà cronica fra la popolazione

A Mira, le famiglie che chiedono aiuto sono oltre 600. Si stima che quelle in difficoltà possano arrivare al migliaio

Povertà

Fasce di popolazione sempre più ampie precipitano nella povertà cronica nei 17 comuni del comprensorio della Riviera del Brenta e nel Miranese. E ciò che emerge da una analisi della situazione degli ultimi 4 anni fatta dai Comuni dell’area. I dati sono allarmanti sotto questo punto di vista: si è passati da circa 2300 famiglie assistite dall’inizio del 2016 a oltre 3000 alla fine del 2019.

Le richieste a Caritas, parrocchie e contributi ad affitti e welfare sono aumentate di oltre 25%. Complessivamente i nuclei famigliari in difficoltà arrivano a quasi 10 mila persone. Le persone in carico a Comuni e che chiedono aiuto a Caritas sono persone difficilmente reinseribili nel mondo del lavoro. A differenza ad esempio di una mancanza di reddito temporaneo dovuto alla situazione contingente. Ad analizzare la situazione è Andrea Martellato presidente della conferenza dei sindaci dell’Ulss 3 e anche sindaco di Fiesso D’Artico. Conferenza che si occupa di stilare anche il bilancio sociale dell’ Ulss 3. Negli ultimi anni qualche mitigazione delle forme di povertà in Riviera e Miranese c’è stata , fanno notare i sindaci con il Rei il reddito di inclusione.

Mira, la povertà aumenta: la situazione è preoccupante

“La povertà cronica nel nostro territorio era già in aumento insomma – sottolinea il presidente dei sindaci Ulss3 Martellato – prima dell’emergenza sanitaria. Si pensi alla crisi finanziaria del 2008- 2009. Con il passare degli anni insomma le varie crisi che si sono succedute hanno impoverito via via il tessuto sociale del territorio“. I Comuni sono in estrema difficoltà- afferma Martellato – per l’ampliamento di una platea di bisognosi che tende a cronicizzarsi e a pesare sulle casse degli enti già a corto di risorse” A Mira che è il comune più popoloso del comprensorio ad esempio, le famiglie che chiedono aiuto sono oltre 600. Mira con quasi 40 mila abitanti, è uno di quelli con un tessuto sociale fra i più fragili, legato anche alla presenza nelle proprie frazioni (soprattutto a Mira Porte , Gambarare e Oriago) di veri e propri quartieri dormitorio.

“La situazione – spiega l’assessore comunale Francesco Sacco- è diventata sempre più difficile. Siamo arrivati a contare oltre 600 famiglie fra quelle che chiedono aiuto sia in termini di bisogni alimentari, che vestiario. Ma stimiamo possano arrivare a superare il migliaio. Per fortuna accanto al Comune di Mira, agiscono volontari di associazioni caritatevoli e anche tanti privati cittadini di buon cuore che aiutano personalmente i vicini in difficoltà durante tutto il periodo dell’anno. Monitoriamo con attenzione che questa situazione non possa trasformarsi in una vera e propria emergenza sociale”. Ma la situazione non è facile neanche nel resto del comprensorio, in aree ad esempio come Spinea, Martellago o Dolo. Senza contare poi l’impoverimento generale causato dalla pandemia del Covid 19.

Alessandro Abbadir

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